Viaggiare leggeri

Ieri sono andato a pranzo con un amico che è tornato per qualche giorno nel posto in cui vivo. Marco cinque anni fa ha dato in gestione il suo negozio di computer al fratello ed ha iniziato a viaggiare. Gli è sempre piaciuto fotografare e così ha preso la sua macchina fotografica, ha messo un bel pò di roba in uno zaino capiente ed è partito.
A piedi, in autobus, in autostop, su vecchi camion del dopoguerra si è girato così buona parte del Sudamerica: Argentina, Bolivia, Messico. Facendo delle foto bellissime (che ora tra l'altro ha iniziato a vendere a delle riviste)

Ma la cosa che mi interessa nella storia di Marco è quella che mi ha raccontato ieri a pranzo.
Ed è questa: all'inizio andava in giro con uno zaino pieno di roba: tanti vestiti, un pò di libri, oggetti vari.

Ad un certo punto si è accorto che spostarsi con lo zaino pieno gli procurava delle limitazioni: poteva camminare poco a piedi e doveva servirsi esclusivamente dei mezzi. Doveva fermarsi spesso per riposare. Non poteva raggiungere alcuni luoghi piuttosto impervi che avrebbe voluto vedere.

E allora, piano piano... man mano che apprendeva quali erano le sue reali forze... e quello che voleva vedere... ha iniziato ad alleggerire lo zaino. Ha iniziato a ridurre i vestiti che si portava dietro. Ad eliminare il peso inutile degli oggetti che aveva con sè.

E dopo due o tre anni è  arrivato a viaggiare per tutto il Sudamerica con UN pantalone (quello che indossa :) ) due magliette, un pile, due mutande, un paio di scarpe... :) oltre che la sua macchina fotografica. L'essenziale. Quello che serve DAVVERO e NIENTE di più.

Ha eliminato quasi tutto il peso ed ha iniziato, d'un tratto, a camminare più spedito.
A poter arrivare da solo in posti dove prima non sarebbe arrivato. A sentirsi più libero. Fino a diventare, davvero, più libero.
E viaggiare leggero per lui è diventata la base secondo cui muoversi nel mondo. Anche quando è in città... anche quando pensa... oramai.

E tu, come puoi fare per iniziare a 'viaggiare leggero'? Quali sono le cose inutili di cui puoi disfarti OGGI per iniziare ad andare davvero dove vuoi?
Alla prossima... e aspetto i tuoi commenti qui sotto.
 

Simone Pacchiele Mythoself Associate Facilitator

 Simone Pacchiele

 Associate Mythoself Facilitator

a me

 ciao Simone.

Ma se propio vuoi, io ti rispondo. Ho letto del tuo amico che gira il sudamerica, che per praticità ha dovuto fare delle scelte,ma io sinceramente non sono un tipo anbizioso anche se la vita ti vorebbe portare ad esserlo.Fino a poco fà avevo la passione della bici da corsa e nei miei ritagli giornalieri ho fatto chilometri,quindi il sacrificio ho inparato a conoscerlo.

Ho avuto un problema lavorativo anzi abbiamo avuto ,si perche il primo maggio ha chiuso la ditta dove lavoravo.Ora mi ritrovo a cinquantanni in cassa integrazione. Il mio lavoro ora lo stanno facendo in Cina e Romania ,ma io vorrei lavorare e non stare parcheggiato perche fa comodo a una certa fascia politica. Ho una retribuzione di settecentocinquanta euro mensili con a carico la mia famiglia.

saluti. Massimo G

Si viaggiare

E' un concetto molto importante, che si estende oltre i viaggi, il peso che ci portiamo dietro è spesso mentale ed emotivo, regole, regolette, modi di fare, modi di essere, influenze familiari, tutto dipende da noi però, questo io l'ho capito e lavorandoci sopra si può riuscire ad essere veramente liberi e a volare. A vedere oltre.

on the road

E' affascinante, poetico il viaggio per il mondo alla Diogene, andare leggeri, col solo peso delle cose essenziali: occorre non avere paura di nulla, tantomeno della morte e non solo, il corpo ti deve seguire, deve capire immediatamente il bisogno di salute che questo tipo di vita comporta: niente vesciche, duroni  o calli ai piedi, niente emorroidi, colon irritabile, acidità di  stomaco, termoregolazione perfetta sicchè puoi tener lontano raffreddori, bronchiti e polmoniti, la pelle, poi, deve essere perfettamente repellente a parassiti e insetti che vivono nei campi e nelle boscaglie: insomma deve mettersi in moto un'armonia, un direttore d'orchestra psicofisico che permetta l'esecuzione di un'opera perfetta come quella-on the road- alla Jack Keruac del tuo amico. Ma per noi, per i più? Tu dici: fai quello CHE TI PIACE: ma tu sai che ci vuole una vita, dieci vite, cento vite, per sapere cosa ci piace davvero?

Per saperlo devi innanzitutto conoscere DAVVERO te stesso. E come fai? Quanti tam tam hai sentito da quando sei nato che hanno coperto la vocina interiore che ti sussurrava: è questo che ami!

Caro Simone, continua ad aiutare gli altri, fanne pure un mestiere, il mestiere che hai scelto. Ma puoi dire onestamente di conoscerti, che questo è il migliore dei lavori possibili per TE?

Ciao, con simpatia

Paola