Conosci i Depeche Mode?
Io no. Non li avevo mai sentiti. Non intendo che non avevo mai ascoltato la loro musica. Non sapevo proprio che esistessero. Negli ultimi, non so, vent'anni c'era gente che è andata ai loro concerti, ha comprato i loro dischi, ha fatto lunghi viaggi in macchina... ascoltando i Depeche Mode. E io non sapevo neanche che esistessero. :)
L'altro giorno una amica che sento molto spesso con cui dobbiamo fare delle cose insieme, per telefono mi dice 'no... non possiamo vederci giovedi sera, non ci sono perchè sono ad un concerto dei Depeche Mode'.
'Di chi, scusa?'
'Dei Depeche Mode, non li conosci?'
Ed i Depeche Mode hanno iniziato ad esistere per me. ANCHE per me. Un attimo prima non c'erano, il momento dopo erano li.. ad INFLUENZARE, anche se in minima parte, la mia vita :)
E a pensarci bene, è così per tantissime cose. Non solo per la musica che ascoltiamo. E' così per le persone che vediamo. Per le attività che facciamo. Per le cose che pensiamo o non pensiamo che possiamo fare. Cose semplici eh... Andare in canoa, iscriversi ad un corso di tango, iniziare a fotografare paesaggi. Cose così. Cose che sono lì a disposizione SEMPRE, e per il solo fatto di avere su un filtro che non le prevede, per noi non esistono. Nello stesso momento in cui sto scrivendo ci sono persone che vanno in canoa, che ballano il tango, che fanno fotografie. E che, magari, ascoltano i Depeche Mode. E portano lì la loro attenzione, e questa ESPERIENZA li fa sentire bene.
E tu? Che filtri hai su quello che c'è là fuori? Su quali cose porti l'attenzione? E su quali cose NON la porti?
Perchè le cose su cui porti attenzione influenzano come ti senti.
Se porti l'attenzione su quello che funzione nella tua vita, o sulle cose che ti piace fare - ti senti bene. Ed è banale detta così.
Ma questo - questa che chiamo 'posizione di possibilità' - per me è il punto di partenza ed è la base nel mio lavoro con il Mythoself quando lo utilizzo con un cliente.
Perchè? Perchè quando sei un una posizione di possibilità il tuo corpo cambia a livello chimico e si predispone, strutturalmente, per apprendere. Quando sei in una posizione di possibilità e porti l'attenzione su ciò che funziona e che ti piace nella tua vita sei 'aperto' per quello che verrà il momento dopo. E il momento dopo, e il momento dopo ancora.
Alla prossima... e aspetto i tuoi commenti qui sotto.

Simone Pacchiele
Associate Mythoself Facilitator


vivere sotto un sasso
Ciao Simone,
tra tutte le bande "mezze famose" che potevi scegliere, proprio i depeche mode? potevi dire gli Empire of the sun, Alicia keys, Natlie imbruglia, Lady Gaga.. chiunque nella top10 di una radio qualsiasi... ma non i depeche mode, ne madonna, ne i queen o gli u2....
Non è questione di filtri o R.A.S è questione che sembra che hai vissuto in una grotta per gli ultimi 25 anni. Metafora carina ma un po fuori "scalibrata" secondo me
ciao!
m
Ciao, semplicemente perchè
Ciao,
semplicemente perchè è una storia vera e la mia amica doveva davvero andare ad un concerto dei Depeche Mode :))
Simone
e se ci chiedessimo cosa reappresentano per noi i Depeche Mode?
Ciao Simone,
é vero che il solo contatto con le cose influenza la nostra esistenza, ma purtroppo siamo continumante sovrastimolati da un'infinità di esperienze tanto che si diveta superficiali e se anche ci liberiamo del primo filtro che delimita l'ambito della sotra vita, rischiamo di inserirne uno molto piu difficile da togliere e più subcosciente ad un livello più basso. Questo porta molti di noi a sapere o avere provato un sacco di cose, ma a non conosciere nulla soprattutto se stessi.
Secondo il mio parere conosciere le basi dell'evouluzione del pensiero e dell'animo umano sono la chiave per poter leggere il resto. Provare sensazione senza comprenderle può essere sminuente di conseguenza devo crearmi una cassetta degli attrezzi bella fornita di strumenti semplici, poi con l'esperienza riesco a smontare e rimontare qualsiasi cosa. I Depeche Mode potrebbero quindi essere anche fondamentali per me o completamente inutili, ma solo se ho la capacità di capire il percorso dell'emozione che generano posso tradurre in beneficio l'esperienza.
Ciao
Alessandro
E quando è un evento che
E quando è un evento che appare negativo ( ma non è detto che il senso lo sia ) ad entrare nella tua vita? In quel caso che tipo di filtro ho usato per entrarvici?
Sto considerando la situazione alquanto strana, e dolorosissima, che mi sta coinvolgento oggi:un amico lontanissimo che ritorna gravemente malato e terminale nella vita del quale mi trovo catapultata.....
Silvia
Interessante questo mythoself..
Ciao Simone,
in giro ci sono tanti ebook che sembrano uno la copia dell'altro, tutti ripetono le solite 3 o 4 idee prese dalla pnl, dal pensiero positivo e dalla psicologia motivazionale. Sul Mythoself si trova pochino, qualche libro in inglese se non sbaglio. Capisco che il modello sia fondamentalmente rivolto al coaching, ma credo che gli esercizi, almeno quelli che ho sperimentato al mythoself exp, possono benissimo essere appresi con un libro ed un pò di autoosservazione.
Perchè non scrivi qualcosa, magari focalizzandoti sull'aspetto ontologico/somatico e teleologico del modello?
Ciao, perchè... quello che
Ciao,
perchè... quello che utilizzo e che faccio richiede fondamentalmente un'esperienza.
Non è vero che il modello che utilizzo (il Mythoself) è orientato fondamentalmente al coaching.
E orientato all'esperienza. Che abbiamo deciso di strutturare come coaching. DI chiamarlo 'coaching'.
E... il fatto che ti sia fatto l'idea che gli esercizi del corso di tre giorni 'possono benissimo essere appresi con un libro ed un pò di autoosservazione' deriva solo dal fatto che hai vissuto l'esperienza :) E dal fatto che ci fosse più di qualche persona che conosce bene il modello che vi seguisse da vicino in ogni esercizio...
Ed infatti quando una persona legge quello che scrivo e poi viene a fare un lavoro individuale o in un piccolo gruppo una delle prime cose che mi dice è 'AAAAAAH... ma da quello che avevo letto e che pensavo, CREDEVO fosse tutta un'altra cosa'. Ed è naturale che sia così.
Il motivo per cui 'in giro ci sono tanti ebook che sembrano uno la copia dell'altro, tutti ripetono le solite 3 o 4 idee prese dalla pnl' è che è MOLTO PIU' FACILE mettere su un libro quel tipo di contenuto.
Il tipo di trasformazione che si riesce a generare con questi strumenti può iniziare con un audio o un video
(e su certi aspetti funzionali un audio e un video possono essere ottimi)
ma dopo un pò...richiede che ci si muova... ci si sposti... si facciano delle cose con altre persone.
Mettere in un libro l'esperienza in sè è molto più difficile. Io almeno non ci sono ancora riuscito. :)
Simone
certo che li conosco!!
Ciao Simone,
certo che conosco i Depeche Mode, e sono abbastanza grande (36anni) da avere ancora un loro LP in vinile!!!!!
Quello che dici è assolutamente vero, tu dici che è banale...no...è semplice, limpido...e spesso le cose più semplici sono quelle che maggiormente ci sfuggono...e finiamo ad arrovellarci su altre cose inutilmente complesse.
Hai ragione, se mi focalizzo sulle cose che mi piace fare, sulle cose belle che ho dalla vita ...mi sento carica d'energia come una molla :-) e sono ancora più felice e grrrrrrrrintosa ;-)
In questo periodo mi sento decisamente in una enorme posizione di possibilità...sono disoccupata da poco, eppure mi sento come se fossi circondata da una marea di porte pronte x essere spalancate, non sono angosciata o depressa, mi sento forte ed energica...inguaribile ottimista??...forse, ma io credo di aver semplicemente tanta tanta voglia di vivere e di farlo al meglio! :-)
Complimenti per tutto!
Roberta
Condivido
Ciao Simone
si li conosco..li amavo..meravigliosa musica.....
In merito a quello che hai pubblicato io invece credo di usare e creare solo ciò che mi serve in perfetta armonia tra dentro e fuori.
Ti abbraccio
Mohamy
essere e non essere
Interessante.
Introdurrei un'ulteriore distinzione. Ci sono molti modi in cui una cosa, un fenomeno o una situazione non sono presenti nella nostra realtà. Diversi modi in cui queste cose prima non ci sono ed improvvisamente esistono e ci influenzano.
Un modo in cui non sono presenti è semplicemente legato al fatto che non sappiamo che esistono: i Depeche Mode per un ragazzino dell'Afganistan, ad esempio.
Un altro modo è basato sul fatto che magari - a livello teorico - ne conosciamo l'esistenza ma pensiamo che non possano esistere nella realtà. Finche non crediamo che una cosa esista o possa esistere, di fatto non ci influenza e non è presente. Se non crediamo alla possibilità di uscire da una situazione che non ci piace o di cambiare lavoro, ad esempio, non faremo nulla per trovare un modo per farlo e di fatto questa possibilità non esisterà. Se non crediamo che l'amore possa esistere, con grande difficoltà lo troveremo, perchè continueremo a barcamenarci in situazioni che lo ricordano solo da lontano, e questo ci basterà, perchè..."tanto l'amore non esiste!"
Un ulteriore modo è quello per cui ci convinciamo che qualcosa non esiste, solo per non vederlo: o perchè vederlo ci fa male o perchè temiamo che possa farci male anche se non necessariamente è così.
Come può accadere che poi queste cose all'improvviso comincino ad esistere?
Un cd dei Depeche caduto dalla borsa di un giornalista in Afganistan e raccolto dal ragazzino;
un cambio radicale operato da qualcuno vicino a noi (un collega che fa una scelta professionale diversa, ad esempio) che ci fa vedere che il cambiamento è possibile;
entrare in uno stato - quello in cui si è al meglio - dalla cui posizione si diventa consapevoli che quella cosa che ci spaventa in fondo potrebbe non farci così male ma potrebbe invece arricchire la nostra esperienza di vita.
Sei d'accordo?
Sonika
... essere e non essere
Sonika condivido la tua visione, mi piace.
Potresti ispirarci facendo cadere un cd dalla tua borsa questa sera?
Grazie,
Monika