La storia del mio primo lavoro

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Appena finito il liceo, durante l’estate che separa le le scuole superiori dall’università e dopo aver fatto la ‘canonica’ vacanza di tre settimane in giro per l’Europa con gli amici, visto che l’università sarebbe iniziata solo a novembre volevo lavorare un po’ e magari avere la possibilità di provare dal vivo alcune delle ‘magiche’ tecniche di cui leggevo sui primi libri tradotti in Italia sulla PNL ;) e vedere se funzionavano davvero (ma di questo parleremo un’altra volta).

Per fortuna un compagno di scuola di mio padre era il proprietario una agenzia di assicurazioni piuttosto nota nella mia città. Anzi credo che fosse l’agente più conosciuto della zona… Addirittura, il modo in cui si raccontava avesse iniziato a vendere assicurazioni aveva del ‘mitico’: figlio di pastori delle colline intorno, poverissimo, aveva iniziato a vendere assicurazioni 40 anni prima ancora quindicenne nel tempo libero dalla scuola e quando non doveva far pascolare gli animali. In 40 anni aveva creato il suo piccolo ‘impero personale’ e costruito relazioni di fiducia al punto che nella zona era la prima persona a cui si pensava quando qualcuno aveva bisogno di stipulare un contratto di assicurazione.

Entro come collaboratore nell’assicurazione ed inizio a lavorare come ‘produttore’: in sostanza il mio lavoro consisteva nel telefonare alla gente, prendere gli appuntamenti e... andare di persona a cercare di vendere le polizze. E fondamentalmente da questo punto di vista… non andava male. I risultati in termini di vendite li avevo, ed anche buoni. Il punto è che non mi piaceva tutto il resto ;) Non mi piacevano I servizi che vendevo, non mi piacevano le persone con cui prendevo gli appuntamenti, non mi piacevano gli orari di lavoro. Al di la dei soldi che prendevo, che ovviamente facevano molto comodo, non mi esaltava niente di quel lavoro.

Un giorno dopo un paio di mesi che ero li, il compagno di scuola di mio padre, che ogni tanto veniva nel mio ufficio per sentire come facevo le telefonate e che nei mesi precedenti mi aveva anche fatto i complimenti per la quantità di vendite fatte, mi guarda e mi dice:

‘Simone, ma ti piace quello che stai facendo?’

Ed io dopo aver detto si, evidentemente in maniera non troppo convincente, rispondo: ‘veramente non tantissimo’, e gli spiego il motivo.
E quello che succede era quello che allora non avrei mai voluto succedesse: in maniera molto gentile ma decisa mi dice “ok, ti chiedo di andartene’.
E fu irremovibile.
Quella è stata la prima lezione sul lavoro che ho ricevuto, forse la più importante di tutte. E ringrazio tantissimo l'amico di mio padre di avermela data, anche se in quel momento faceva male.
Da quel giorno decisi che se avessi dovuto rispondere ancora a quella domanda in futuro avrei dovuto rispondere ‘si, mi piace’. Ed essere onesto. ;)
E quello che decisi a pensarci oggi è forse una cosa un pò folle: nei lavori che avrei fatto avrei dovuto poter scegliere ‘quello’ che facevo, le persone con cui lavorare, sia come clienti che come colleghi, e avere una certa libertà di organizzarmi il tempo come volevo.

Il mio motto in quel periodo era  “Quello che vuoi, dove vuoi, con chi vuoi”

Che non vuol dire che non avrei lavorato, anzi ero disposto anche a lavorare 15 ore al giorno. Solo che avrei dovuto scegliere cosa fare, con chi farla e avere la libertà di poter organizzarmi per farla quando avevo voglia.

Negli anni successivi, dopo la laurea quando sono entrato per davvero nel mondo del lavoro mentre io iniziavo ad organizzarmi, a studiare cose che potevano portarmi esattamente verso lo stile di vita che desideravo, a filtrare offerte di lavoro, incontri, relazioni in funzione di ciò che volevo e che ritenevo possibile (e che E’ possibile visto che ho realizzato esattamente quello che volevo da questo punto di vista)…mi sono reso conto che quasi nessuna delle persone con cui entravo in relazione… colleghi, clienti, amici decideva di avere UNA SOLA di queste tre cose. Ed è ancora così.

E penso ancora oggi che è molto bello quando una delle persone con cui lavoro nel coaching realizza, anche solo in parte, il mio 'credo' ;)
Forse ci vorrà un pò di tempo, forse dovrai cambiare alcune idee e convinzioni su quello che è possibile per te nella tua vita professionale e personale… forse dovrai imparare alcune strategie per arrivarci (che sono quelle che ho imparato e applicato io negli anni) ma ti assicuro che avere il tuo ‘lavoro perfetto’ è possibile.

E parte tutto da qui: Il Lavoro Perfetto

Ma come si fa con questa crisi?

Ciao e' da 2 anni che faccio alvori saltuari,e mi chiedo come si puo' fare ada vere un lavoro perfetto se non si hanno nemmeno soldi per fare corsi di specializzazione?

risposta

ciao simone sono patrizia volevo complimentarmi con te per cio che hai scritto sulla storia del mio  primo lavoro e vero quando riesci a iniziare un lavoro che ti appassiona in cui credi e che ti porta a relazionarti con le persone in modo diverso la tua vita cambia completamente grazie
  
  
  

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