Io e mio padre
Non mi capita più molto spesso di parlare con mio padre di lavoro. Non come l'altro giorno, almeno.
Viviamo nella stessa città, quando non sono in giro ad insegnare... pranziamo ogni tanto insieme e parliamo di molte cose ma è davvero difficile che affontiamo temi legati alla professione. Fondamentalmente perchè mio padre non sa esattamente che lavoro faccio :). Almeno fino all'altro giorno, appunto.
'Ma tu, insomma, che lavoro fai?'
E glie l'ho spiegato.
Gli ho parlato dei seminari che tengo e del lavoro che faccio con le persone relativamente allo sviluppo professionale.
Gli ho parlato di come mi piace portare le persone ad un punto in cui possono scegliere, partendo dalle loro reali attitudini, l'attività che li rappresenta perfettamente chi sono, e da dove possono vedere chiaramente tutto il percorso che li porterà a trasformarlo nella loro attività principale.
Poi mI ha chiesto: "Ma come funziona in pratica?"
Lo vedevo sinceramente stupito quando gli ho raccontato che le persone mi contattano, vengono da me, si spostano a volte di centinaia di chilometri per una consulenza personale su come migliorare alcuni aspetti della loro performance e la loro soddisfazione nel contesto professionale.
E quello che mi ha detto alla fine, mentre sorrideva, è stato.
'Vorrei averti conosciuto quando avevo finito l'università e ho preso il primo lavoro che mi è capitato.'
Tra parentesi... mio padre ha fatto un lavoro che gli è piaciuto tantissimo e l'ha fatto bene per tanti anni prima di andare in pensione.
Però mi ha detto che solo il fatto di avere maggior consapevolezza e capacità di scegliere gli avrebbe permesso di farlo in una maniera completamente diversa. Di esaltare da subito alcune abilità che gli avrebbero permesso di raggiungere risultati diversi, di lavorare meglio, di stare meglio nell'ambiente lavorativo. Forse di fare più carriera, se mai lo avesse voluto.
E mi ha fatto piacere, lo ammetto :)
Uno dei modi in cui si può equivocare più facilmente quello che faccio è pensare che consista nel fare sì che le persone lascino il loro lavoro per mettersi a fare altro.
Non è questo quello che faccio.
Quello che faccio invece è consentire alle persone di essere in un modo tale per cui il loro lavoro gli calzi addosso come un guanto. Perfettamente. Un vestito tagliato esattamente su di loro, in cui si sentono perfettamente a loro agio, e che non si toglierebbero mai. E che proprio è unico per loro, li faccia stare BENE e gli faccia guadagnare BENE.
Questo è quello che faccio :)
E la prima occasione in cui puoi accedere a questo è questa:
http://www.somaticamente.com/corsi/lavoroperfetto.html
E... aspetto i tuoi commenti qui sotto.
Alla prossima

Simone Pacchiele
Associate Mythoself Facilitator

