Cambiare lavoro?
A volte nelle sessioni di coaching lavoro con delle persone che si trovano in una fase della loro vita in cui vogliono cambiare lavoro. Perchè non vogliono più 'avere stress', perchè è un lavoro che non gli piace più, o perchè non gli è mai piaciuto. Succede abbastanza spesso.
MA... non hanno niente verso cui andare. O non si sono ancora mossi in una determinata direzione. O non l'hanno ancora neanche cercata. Sono fermi.
Così, quello che faccio di solito è iniziare a parlare della direzione più giusta per loro, e non in base alle loro esperienze passate o a quello che sanno fare. Quello che faccio parte, in ogni caso, da una sola, breve domanda: 'CHI SEI?'.
Questo è lo stesso modo di operare che ho utilizzato (in maniera piuttosto casuale) quando ho lasciato il mio 'vecchio' lavoro per scoprire quello che davvero mi interessava fare. E che poi ho approfondito studiando e praticando il modello di coaching Mythoself.
Quello che ti chiedo è: come sei arrivato al punto in cui sei? Probabilmente il lavoro che fai è la conseguenza di una decisione: in qualche momento della tua vita quella era la migliore scelta possibile per te. E sicuramente hai dimostrato un certo grado di successo nel farlo, il che ti ha consentito essere qui fino a questo momento. Ed a pensarci bene è strano, perchè potresti avere l'idea che continuare a stare in quel posto ti impedisce di avere il grado di successo che desideri.
Il punto è: cosa significa 'avere successo' per te? COME FAI a sapere quando hai successo?
Chi è che ha deciso per te cosa è il successo? E' la definizione della società? Delle persone che frequenti nel tuo ambiente? E' l'equivalenza successo = denaro? Perchè vedi... se fosse così l'unica cosa di cui avresti bisogno sarebbe un modo efficace di far soldi, e di metterlo in atto.
Non ho assolutamente niente contro il denaro. Solo che, dal mio punto di vista, è poco efficace scegliere i soldi come direzione verso cui andare.
Non sarebbe molto meglio essere chi sei e fare quello che ti piace, e lasciare che i soldi siano semplicemente la conseguenza di chi sei e di quello che fai?
La mia definizione di successo è molto semplice: fare quello che mi piace, e venire pagato per farlo. E' condurre lo stile di vita che desidero, è lavorare con il tipo di persone con cui mi trovo bene, è decidere dove lavorare. E' potermi dedicare al tipo di progetti che più mi attirano.
Come ho cominciato? Mettendo me stesso al primo posto.
Il punto di partenza è organizzarti per essere chi vuoi essere. Quando sei così, sei pronto per prendere delle decisioni. E la domanda a cui devi rispondere è: cosa è in linea con me quando sono così?. Quali sono le cose che posso fare e che mi consentono allo stesso tempo di essere me stesso?
E quello che succede quando sei così è che scegli tra tutte alcune cose da fare. E farle genera un senso ancora più grande di chi sei, e ancora più grandi possibilità. E più possibilità significa fare più cose. E in questo modo costruisci un legame continuo tra chi sei e quello che fai. E quello che fai diventa una manifestazione di chi sei e chi sei genera le cose che fai. E questo tipo di cambiamento include ed informa ogni aspetto della tua vita.
Quando si prende in considerazione la vita di eroi, musicisti famosi, persone al massimo livello nel loro campo di interesse la prima frase che viene in mente parlando delle loro opere è del 'lavoro di una vita'. Ed in effetti, per la maggior parte di loro il loro lavoro è la loro vita. NON c'è nessuna separazione o distinzione tra chi sono e quello che fanno.
Al contrario quello che vedo all'inizio nella maggior parte delle persone con cui lavoro è che cercano un cambiamento per avere più tempo di 'avere una vita propria'. E cercano un lavoro che gli permetta di avere più tempo libero e che non interferisca con la loro vita personale.Dal mio punto di vista, questa è uno dei campi in cui separare e distinguere non è una soluzione molto efficace. Se invece inizi a mantenere sempre presente la globalità della tua vita e di chi sei... scoprirai presto un modo di orientarti verso una vita professionale soddisfacente.
A presto :)
Simone
P.S. La foto sulla destra l'ho fatta in riva ad un lago, a cinque minuti di cammino da dove vivo. E' un luogo che mi piace tantissimo e ci vado spesso al tramonto, nei giorni in cui finisco di lavorare presto.
P.P.S. Aspetto i tuoi commenti qui sotto.

Simone Pacchiele
Associate Mythoself Facilitator



...RICOMINCIARE DA...ME
...ciao Simone.
sono camilla, ti ho scritto già diverse volte.
leggo queste tue parole nel momento giusto. sto attraversando una grande crisi, causata da un evento esterno a me.: il terremoto. come questo devasta tutto ciò che trova, dentro di me è successa la medesima cosa.
ho trovato il coraggio di dire ai miei il mio desiderio di smettere di studiare per provare ad inseguire un mio sogno: LA FOTOGRAFIA...
per lo stesso motivo per cui tu scrivi che il lavoro dovrebbe essere una conseguenza di ciò che sei. è prorpio questo che penso quando scatto le mie foto. IO SCATTO ME STESSA...
e vorrei poter esternare la mia essenza,la mia vera natura che ,ahimè ,nello studio è rimasta intrappolata...
p.s. LA FOTO è BELLISSIMA
meno tre ... anni dalla
meno tre ...
anni dalla pensione e ...mi pesano. Mi pesano perchè li stò vivendo come un ingiustizia, visto che l'accordo iniziale era che dovessi lavorare per 35 anni e poi andare in pensione. Mi sono organizzato la vita, i miei investimenti, le mie scelte personali e non, sempre in prospettiva che dopo 35 anni lavorativi avrei potuto fare e godermi i frutti di tanto lavoro. Invece, i nostri "regnanti", hanno pensato bene di alzare il tetto a 40 anni, per cui ora mi trovo a dover contribuire, alle grasse casse dell'Inps, ancora per altri 3 anni. Non voglio fare nessun commento, perchè ce ne sarebbero mille e questa non è la sede; ho solo un desiderio e paura: aver la voglia e l'entusiasmo di lavorare ancora per questi tre anni e che non siano uno stillicidio e costrizione continua. Come posso fare?
Riguardo a quanto dici, non sempre è facile poter scegliere o cambiare, nonostante la consapevolezza di quello che piacerebbe intraprendere, le circostanze a volte decidono per te e non si ha il sufficente sano egoismo per pensare, prima di tutto a se stessi, e poter vivere la propria vita come meglio aggrada.
Grazie
Quinto
Si, tutto giusto , stesse cose che insegno io, ma...
sono stufo di vedere quello sfigato con la cravatta e la valigetta. Troppo blasè!
la vita e il lavoro
Ciao Simone, sono perfettamente daccordo con te quando dici che non ci deve essere separazione tra quello che sono e il mio lavoro. Due anni fa ( ho 44 anni) ho deciso, dopo anni in cui continuavo a cambiare lavoro dicendomi "faccio questo intanto che trovo quello che mi piace", di fare solo quello che mi piace.Sono creativa e lo esprimo in diversi modi ma sopprattutto nella pittura. Ho anche la qualità di riuscire con poche parole a far ritrovare agli altri la voglia di continuare nei loro progetti, li aiuto a vedere le cose da una prospettiva diversa da quella che credono sia l'unica. Ho contribuito nella realizzazione di un film e ne ho in progetto uno mio anche se non so ancora come lo realizzerò. So dove voglio vivere per essere veramente in armonia con me stessa e mi sto muovendo per realizzare anche questo. Sono certa di riuscire a guadagnare con quello che amo fare ma non sta ancora accadendo e a volte sono senza forze e non so più come fare. Allora leggo articoli come questo e mi ricarico . Però a volte mi chiedo come fare visto che sono diverse le cose che amo fare e cambiano secondo i momenti della mia vita. Voglio veramente iniziare a "vendere" ciò che so fare e ci credo ma "qualcosa che crede di essere più forte me lo impedisce".
Grazie per i tuoi preziosi suggerimenti.
Manuela
seguire il cuore
Ciao Simone, mi chiamo Roberta ho 36 anni e giusto da un mese e mezzo sono disoccupata...
Faccio parte della nutrita schiera di precari, nel senso che da anni passavo da un posto di lavoro all'altro, 2 anni qui, 1 anno là, e 2 anni fa ero approdata in un lavoro che detestavo (noioso, insulso e monotono) ma mi aveva dato la "stabilità" del contratto a tempo indeterminato...già...peccato poi che ad aprile di quest'anno hanno chiuso la baracca e m'han lasciato a casa!!Ironia della sorte...
Da un'anno circa m'interesso di PNL, EFT, LOA...e (incredibile ma vero) sto reagendo a questa disoccupazione in maniera molto diversa dal mio solito, questo periodo di fermo mi appare non tanto come una disgrazia (anche se è una bella botta!) ma come un'opportunità...l'opportunità di ricominciare, magari di cambiare totalmente lavoro...non so, mi sento come se mi avessero dato una seconda chance: "Ecco Roberta, puoi scegliere un'altra strada, non sei obbligata a percorrere quella di prima...hai la LIBERTA' di seguire il tuo cuore, il tuo istinto...puoi ripartire dal VIA ;-)".
Molti penseranno di me che sono una pazza visionaria, che non mi rendo conto del brutto periodo che stiamo attraversando, e che "ma quale istinto datti da fare e cerca un lavoro qualunque l'importante è lo stipendio x pagare le bollette", ecc ecc
Io lavoro da quando ho 18 anni, subito dopo il diploma, e da allora ho sempre lavorato nel commercio (negozi) cambiando gioco forza diversi datori di lavoro, diverse realtà...e ho sperimentato sulla mia slaute e sul mio sistema nervoso quanto può essere pesante e deleteria l'insoddisfazione x il proprio lavoro,quando SENTI che quella NON E' LA TUA VITA, QUELLO NON SEI TU perciò...poichè ho a cuore la mia serenità e il mio benessere mi sono ripromessa di fare tutto quanto è in mio potere x trovare la strada giusta x ME, non quella che ALTRI ritengono sia giusta.
Il tuo articolo dice una grande verità, sappiamo sempre perfettamente cosa NON vogliamo fare, ma fatichiamo a mettere a fuoco cosa VOGLIAMO fare...troviamo sempre 1000 scuse x non OSARE...ci accontentiamo del non stare tanto male piuttosto che provare a star bene.
Sono felice di aver letto il tuo articolo, mi è da ulteriore sprone x non mollare la presa sui miei desideri, sul CHI SONO IO e sul cosa voglio realizzare nella mia vita, sul lavoro della mia vita.
Grazie Simone, per le tue parole.
Roberta
cambiare lavoro
ciao simone, che dirti non è semplice cambiare lavoro alla tua età, può anche essere vero, che ad un certo punto uno capisca di avere sbagliato indirizzo o facoltà ma quando si è giovani tutte le strade sono aperte. Io sono divorziata con due figli che amo e che per loro ho rinunciato ad essere una donna. Non ho nessun diploma, ho sempre lavorato nel ramo della restaurazione perchè mia sorella aveva un ristorante allora andavo ad aiutarla, nel frattempo nella settimana facevo la colf facendo coincidere gli orari scolastici dei miei figli. Cosa mi piace fare? Bella domanda, a parte leggere voglia di conoscere tutte quelle cose che non conosco e all'età di 48 anni che altro potrei fare? Non lo so, non ne ho la più pallida idea.
vita.....
Ciao Simone....
L'argomanto che hai toccato mi interessa particolarmente, e ti ringrazio per questo, a 19 anni sono andata via dicasa, perchèè mi volevo costruire una vita, e ti assicuro non me ne sono andata dietro l'angolo.....moltp lantana da casa e molto sola....la mia infanzia, fino hai 15 anni credo sia stata la parte più brutta della mia vita, perchè ogni mia dote è aspirazione è stata soffocata e bruciata da chi non ha compreso l'importanza di ciò.
la mia partenza è stata un prima passo verso il viaggio verso me stessa....ma oggi, ho 27 anni, sono partita con alle spalle, anzi, ne sono completamete impregnata...di molti stati d'animo che restringono il campo dei CHI SEI? E CHE COSA SOGNI DI FARE? a devo trovare lavoro dove mi faccio il mazzo, mi spacco la schiena, cosi, almeno, forse a mala pena mangio e riesco a sopravvivere, visto che non ho un diploma...(e poi ancora).....tanto tutti mi prendono in giro...nessuno tiene ame.....sono sola..io dimostrerò che c'è la faccio, e mi costrirò una vita,....vedi,,, le persone si allontanano da me, non riesco astringere amicizia.....RISUTATO...FORSE TE LO RIESCI AD IMMAGINARE....oggi però so cosa voglio anche se ho paura, sai?
Voglio fare riequilibrio energietico,ho fatto un corso di massaggi e aromaterapia...per iniziare, non voglio più, fare la manovale...anche se non riesco a portare le cose che fatto alla gente,,,.
IN TUTTO QUESTO HO IMPARATO A SOPRAVVIVERE....OGGI VOGLIO IMPARARE A VIVERE.
Anna
Ciao Simone nella
Ciao Simone
nella mia vita ho avuto la fortuna di fare un lavoro che mi piace moltissimo e di non pensare mai al denaro che ne deriva .
Inoltre ho avuto la fortuna di crescere nel mio lavoro ( 30 anni di insegnamento in palestra) di cambiare diventanto personal trainer
e di avere comunque un riscontro più che positivo da parte dei clienti.
C'è un bellissimo brano che è diventato il mio motto:
"Chi è maestro nell'arte di vivere distingue poco tra il suo lavoro e il suo tempo libero, tra la sua mente e il suo corpo,
tra la sua educazione e la sua ricreazione, il suo amore e la sua religione.
Prosegue semplicemente la sua visione dell'eccellenza in qualunque cosa egli faccia , lasciando agli altri decidere
se stia lavorando o giocando .
Lui pensa sempre di fare le due cose insieme."
A presto
Caterina
Lui
Caro Simone
Ciao Simone, sono Italo.
Ti riporto di seguito un brano di un articolo che condivido pienamente e che a mio avviso è molto attinente all'argomento di questa discussione.
........."Nel V secolo a.C. Eraclito di Efeso affermava che il carattere di un uomo è il
suo destino: certamente il modo di essere e di comportarsi abitualmente di una
persona contraddistingue ed individua costantemente la persona stessa.
Diventa anche il suo destino perché il modo di essere significa scelte,
accettazioni, rifiuti, partecipazioni, attese, attività: i relativi comportamenti,
nell’intrapsichico e nel sociale, accompagnano e determinano la vita della
persona ed in tal modo si può affermare che ogni individuo ha il suo destino
perché ha un suo carattere.
Ma il destino non è immanente ed immutabile: il carattere non è innato; la
formazione del carattere è l’adattamento continuo e costante, indispensabile alla
sopravvivenza, che l’essere umano mette in atto in risposta alle frustrazioni che
gli provengono dall’ambiente familiare e sociale.
Gli adattamenti caratteriali nascono dalle proibizioni della società i cui primi
rappresentanti nella vita umana sono i genitori; le prime modifiche nell’IO e
nelle pulsioni, che avvengono con le prime rinunce ed identificazioni, sono
determinate dalle dinamiche contraddittorie del nucleo familiare che riproduce
le contraddizioni del sociale.
Ma la reazione caratteriale - preferisco per questi motivi parlare di reazione e
non di struttura - può modificare in parte la dotazione innata del soggetto nel
senso di non essere in grado di esprimerla completamente e quindi vivere ed
interreagire con modalità funzionali ridotte.
Questo è, secondo me, il problema centrale: ogni frustrazione e quindi ogni
adattamento caratteriale reattivo, comportano sempre un allontanamento dalla
potenzialità massima individuale: tutto ciò ci permette di sostenere la tesi che la
gran parte degli individui attualmente esistenti esprimono a livello di energia, di
fantasia, di creatività e di gioia molto meno di quanto sono capaci di fare.
Le conseguenze di tale diminuzione di livello vitale sono a dir poco
catastrofiche: l’energia inespressa o deviata e mal utilizzata trova canali di
sbocco auto ed etero distruttivi: la violenza, il masochismo, il narcisismo
esasperato, le malattie in genere e quelle da blocco energetico in particolare, le
devianze sessuali, l’incapacità di amare sembrano oggi far parte integrante dello
"status humanus" e lo sono, non come destino ma come incapacità di
modificare".......... Dr.Piero Borrelli Istituto IFeN-Napoli
maaaa
io sono perfettamente daccordo con te, ma dopo avereesaminato che quello che dici è corretto, cosa si fa?
Questo mi sono resa conto di queste tue sante parole qualche tempo fa.....mi sono chiesta...LA SOLUZIONE....????
Anna
Ciao, sono roberta non credo
Ciao, sono roberta non credo sia facile all'età di 48 anni si possa cambiare lavoro così facilmente, certe volte la poca stima di te stessa non ti fa crescere, e tutti i tuoi sogni rimangono sogni. La vita poi ti fa andare avanti perchè devi andare avanti e hai degli obblighi verso persone a te care e tu? Ti metti da parte, tu non conti tu non sei nulla. Certo che mi piacerebbe cambiare, ma se non hai un diploma cosa puoi fare? e alla mia età cosa potrei fare? Ma COSA so fare?Penso che il primo passo sia avere autostima di se stessa e solo in quel momento allora, ci si può mettere in gioco. un abbraccio roby
Ciao Simone, dopo aver
Ciao Simone, dopo aver lavorato per vent'anni in un ufficio mi sono licenziata per fare la mamma. Nel frattempo
ho vissuto una situazione a livello personale che mi ha portato a cercare dei cambiamenti e una carissima amica
mi ha dato una mano. Ho iniziato a studiare Ayurveda e imparato a fare i massaggi ayurvedici e mi sto interessan
do a tutto ciò che è cosiddetto olistico facendolo diventare il mio stile di vita che non è facile conciliare
con il resto della famiglia. Inoltre sto cercando di trasformare tutto ciò in un lavoro per rendermi autonoma e indipen
dente ma non è facile. Sto mandando il mio messaggio all'universo che mi indirizzi a ciò che sarà la mia via.
A presto.
ciao Simone, niente di
ciao Simone, niente di personale, ma leggere il tuo scritto e poi i commmenti mi deprime .Siete tutti in sintonia, affini e sincronicamente coincidenti.Niente di personale, per quel poco che ti conosco, ho solo da apprezzarti,e provo emotivamente stima nei tuoi confronti( ho imparato molto dal tuo corso on line di EFT)...Ma allo stesso tempo trovo tutto così generico e inconsistente.
Io voglio cambiare lavoro, ma dopo 30 anni dello stesso mestiere e all'età di 50 anni..... e soprattutto anche se metto in primo piano me stesso,resta il fatto che non so cosa mi inetressa fare.io non so chi sono e non so quello che mi piace.
beati quelli che hanno tutto chiaro beati quelli che sanno mettere se stessi al primo posto.beati quelli che credono che la propria immaginazione crativa sia l'atto crativo della propia esistenza, la formula del successo. beati anche quelli che demiurghi non si considerano e tuttavia vivono sperando che il destino anche nei loro confronti sia un po favorevole.
Io so chi sono, ma sono
Io so chi sono, ma sono bloccata al punto in cui non riesco a trovare persone con cui lavorare e condividere il mio essere me stessa. Dove lavoro, essere me stessa, mi porta a far si che gli altri abbiano timore di me, perchè tendo sempre a dire le cose come le penso e a non accettare di partecipare a decisioni che non condivido e in cui non vengono rispettate le mie scelte. Lavoro in un posto molto gerarchizzato, dove spesso l'importante è dare ragione al capo, qualunque cosa esso/a dica. Vorrei licenziarmi perchè non mi sento apprezzata, ma al momento sto pagando il mutuo della mia casa e ho una bimba, per cui non ho il tempo e la testa per cercare un lavoro. Sto studiando ad una scuola di medicina olistica e mi piace molto, ma non so ancora se poi il lavoro di naturopata sarà adatto per me, perchè spesso sono intollerante verso le persone che non si assumono la responsabilità della propria salute. Vorrei andare ad aiutare il mio compagno che insegna Judo in una palestra, ma al momento non ce la facciamo con le spese e il mio lavoro serve per il mutuo e tutto. Quindi, un sogno ce l'ho, ma al momento non ho le risorse economiche per realizzarlo, sono in una fase di mezzo e continuare a stare con persone che non apprezzano la mia onestà e sincerità mi pesa molto e mi toglie energie, ma al momento sento di non avere alternative, se non aspettare.
boooo
Sarà una coincidenza, sarà che niente avviene per caso... ma si anche io sono nella fase del... cambio lavoro? Dopo una serie di circostanze o casi o bo mi trovo a fare i conti con me stessa. Devo mettere me stessa al primo posto! Si sarebbe ora.... non è facile fare un percorso dentro noi stessi, io l'ho iniziato un pò di tempo fa, poi interrotto dall'arrivo ennesimo del mio ex che è stato con me per un mese e poi mi ha lasciata per un'altra.... triste storia, ma soprattutto complicata. Rabbia, rancore, dolore, stupore, e poi alla fine la consapevolezza che il ritorno di questa " persona" mi ha portato ad una serie di approfondimenti con me stessa che mi stanno portando in una direzione inaspettata! Finalmente metto me stessa al primo posto. Cosa mi piace fare? Cosa vorrei fare? Chi sono? Ancora non lo so intanto facco la stessa cosa, mi guardo intorno, mi ascolto, leggo e sono aperta all'universo e a tutto quello che posso ricevere con il cuore, con la mente e con l'anima... E' tutto un pò confuso, ma il bandolo della matassa sono certa è a un passo da me... devo solo entrare in contatto con la parte più profonda di me.
Ciao Simone......io il lavoro lo cerko proprio!!!!!
ciò ke leggo....è interessante e rappresenta x me...una spinta....un inkoraggiamento insomma!!! poetikamente definisko le persone kome te.....le parole ke dici....<mani tese>....ke puntualmente e periodikamente trovo sul mio perkorso senza cerkarle!!! kosa vorrei fare??? vorrei essere indipendente dal punto di vista ekonomiko....vorrei sentirmi libera di poter godere....kuel panorama ke tu kai immortalato nella foto.....vorrei non sentirmi sola...ed inutile.....vorrei soprattutto non avere paura....kuando si vivono fasi ke io definisko di transizione......il timore.....non è sbagliare....il timore è non trovare la via d'uscita!!! razionalizzando....posso trankuillamente affermare di vivere kuesta fase kritika da anni....anke se solo adesso l'accetto...la vedo...la vivo.....realmente....adesso sono stanka....forse xkè davvero sono all'epilogo......voglio rikominciare dakkapo......voglio guardare avanti....voglio usare kuelle ali.....ke so di avere....x spikkare finalmente il volo!!!! Voglio non perdermi nei dubbi.....voglio non perdere il sorriso e l'altruismo......Sai ke ti diko Simone??? ke...kualke anno fa....kuando iniziava il mio periodo + difficile....ko paragonato la mia vita ad un perkorso in salita......difficile....duro...tortuoso.....mentre salivo...non mi sono mai girata indietro....x non perdere tempo.....ad un certo punto mi sono fermata a rekuperare le forze.....poi ko proseguito....sto ankora salendo.....ma in me è viva smp + la sensazione di raggiungere kuella vetta.....e di godere di un panorama mozzafiato.....tipo kuello della tua foto.....però io preferisko il mare......kome salgo.....non lo so a volte....dove trovo la forza neanke.....eppure so dove andrò.....sono difficile da komprendere lo so xkè a volte vado + interpretata.....però a me è tutto kiarissimo!!!!! grazie mille a presto
ELVIRA
elvira, ma in italiano (non
elvira, ma in italiano (non in linguaggio sms) non riesci proprio a scrivere ????
(è forse che per questo problema con la lingua italiana che non trovi lavoro ???)
mi scuso con il resto del gruppo
Pino
Ciao a tutti e a te simone,
Ciao a tutti e a te simone, il cui impegno è centrato sull'armonia e sull'equilibrio energetico del prossimo. Interessante questa tematica.
Lavoro in ambito ospedalero con tutte le sensazioni che ne derivano. Si hanno sia aspetti potenzianti che depotenzianti su ciò che si fa tra i letti dei pazienti.
Metto in pratica tecniche quali il theta e reiki per proteggermi e distaccarmi emotivamente per poter operare nel migliore dei modi.
Da quando ho conosciuto l'EFT debbo dire che la sua fiolosofia (mi accetto completamente e profiondamente) che mi conducono nella accettazione di me stesso in ogni attimo della mia vita. Basta veramente pronuciare questa frase affinchè l'energia emotiva cambi.
Fare l'infermiere non è propriamente il lavoro di cui sono innamorato, ma so che lo scopo della mia vita è quello di aiutare gli altri ma soprattutto me stesso.
Noto con particolare interesse e con occhi obiettivi la modalità di curare le persone che vivono un loro stato di disagio. Posso dire che non mi sento completamente in sintonia? Curare le malattie\disagi solo con l'aspetto chimico farmacologico? Ho la sensazione chiara che la diffusione di farmaci in via anche di sviluppom non riusciranno mai a risolvere totalmente le sofferenze umane? Succede ciò che chiamo "ti do la caramella così stai buono" e le persone credono veramente a tutto ciò. Non volgio attaccare farmacisti e medici per questo, perchè a loro non è stato spegato la causa, l'origine delle sofferenze. Mi piace il pargaone con la spia della benzina delle auto....se si accende cosa si fa? si va dall'elettrauto per risolvere il problema o facco benzina? E' esattamente ciò che accade con le persone.
Come dicevo quello dell'infermiere non è esattamente ciò che mi piace. So che vorrei giungere all'alba delle malattie affinchè accada ciò che la chiesa chiama miracoli, perchè so che esistono e che nella vera fede succede. Sciolgiere dramma dopo dramma, blocco dopo blocco....un lavoro di tutta una vita ma ne vale la pena.
Un'ultima cosa.
Sarebbe corretto scindere la nostra essenza da ciò che facciamo.
Essere e avere.
Chi sono e cosa faccio.
Spesso si confondono le due realtà. Mi chiamo tizio o caio e sono un avvocato....
In realtà sei una scintilla divina che ha scelto un nome e che vuole fare esperienza terrena attarverso il lavoro di avvocato.
Siamo nella trappola dell'illusione (maya) e facciamo un grosso sfozo per uscirne. Ci hanno abituato a identificarci per le cose che dobbiamo dire o fare anzichè essere testimoni delle esperienze umane.
Ti credo che alcuni (me compreso) non si sentono a loro agio nel loro lavoro quotidiano, specie se poco gratificante economicamente. Siamo insegnanti, infermieri, operai perchè facciamo un tipo particolare di mestiere e per questo siamo ciò che facciamo...quindi sofferenza, duro lavoro, ecc.....
Chi vorrebbe realmente essere felice di continuare a convivere con la sofferenza?
Grazie
niente arriva per caso...
... le Tue parole mi arrivano in un momento in cui sto esattamente pensando ciò che hai scritto. Mi sento così.. .insoddisfatta del mio lavoro, sto valutando profondamente, guardando la realtà per quella che è, chi realmente sono, cosa sono in grado di fare, verso cosa sto andando. Il mio lavoro, che svolgo da dieci anni, che realmente ho scelto perchè allora era la scelta migliore che potessi fare, ora non rappresenta più il mio ideale, ciò che mi fa sentire realizzata.... ma lasciarlo significa tornare ad essere in proprio, abbandonare sicurezze, stipendio fisso, ferie pagate, nessun pensiero uscita dal lavoro... eppure... eppure... ogni giorno che sono in ufficio è un'agonia, la vivo come una "sospensione" della vita...Sto cercando di imbastire il nuovo lavoro verso cui vorrei orientarmi, ma faccio una fatica boia... credo di avere veramente un sacco di paura.... è questo mi frena in qualunque tipo di realizzazione che sto tentando....
Ti ringrazio con calore... perchè credo molto che nulla venga per caso, e quindi interpreto le tue parole come un'incitazione ad andare avanti per la mia nuova strada....
Rita
Cambiare lavoro
Ciao Simone,bello il posto in cui vivi,il lago..luogo di pace..Anche io abito in un posto tranquillo in mezzo al verde,sulle alture genovesi.L'ho scelto perchè mi dà serenità e mi ricarica di energia.Ho lavorato per anni assistendo malati di ogni genere.Sono stata a contatto quotidianamente con il dolore e ne ho assimilato molto,poichè sono una persona sensibile e non indifferente a ciò che mi circonda.Ora però sento il bisogno di cambiare lavoro,ma a 50 anni la situazione non è facile.Vorrei diventare operatrice di Eft ed integrarlo alla pratica del Reiki di cui ho il secondo livello...pensavo anche al master eventualmente in un futuro.Ti scrivo perchè non saprei a chi rivolgermi per ottenere la qualifica di operatrice EFT..Potresti aiutarmi?Ti inviai una e-mail in proposito.Conosco le mie capacità e praticare aiutando il prossimo in un modo alternativo all'assistenza privata domiciliare e ospedaliera, mi darebbe l'oppurtunità della massima espressione di me stessa.Nell'attesa di una gradita risposta,porgo i miei saluti.Patrizia
cambiare lavoro
Anche se una persona è consapevole delle proprie capacità e abilità , non sempre in realtà può scegliere il lavoro che veramente vorrebbe fare.
Nonostante ciò, penso di avere avuto sempre successo nei lavori che ho fatto, da quelli considerati dalla società più umili a quelli più elitari.
Perchè?
Dipende dall'attitudine mentale che abbiamo nell'accostarci a qualsiasi lavoro: personalmente , ho sempre cercato di essere contenta di ciò che facevo e che ogni lavoro poteva essere un'opportunità per far emergere in me delle risorse che non conoscevo e rafforzare alcune mie debolezze.
Qualsiasi lavoro, mi ha permesso di maturare , di prendere consapevolezza delle mie capacità e dei miei limiti....è stato un percorso di crescita ed evoluzione interiore:questo è stato il mio successo.
Loredana Riccadonna
Cambiare lavoro
Ciao Loredana,
ti rispondo perchè sono sostanzialmente daccordo con te. Anch'io ho fatto le tue stesse riflessioni e i tanti e diversi lavori che ho conosciuto mi hanno fatto crescere e dato competenze della quali ancora mi avvalgo, applicandole in campi completamente diversi.
Personalmete però mi posso rimproverare una cosa e cioè il non aver saputo dirigere , per inesperienza ed insicurezza, le mie forze verso un unico obiettivo .
Ho cercato e vissuto cose troppo diverse fra loro e alla fine mi sono fermata ad un lavoro che non è quello per cui mi ero preparata con duri studi nè quello che mi piace e nemmeno quello per il quale ero più tagliata.
Forse dovremmo imparare a concentrare le nostre forze su ciò che ci piace e non disperderci in mille rivoli che possono alla fine sottrarre tempo prezioso alla ricerca di ciò che ci piace davvero e ci consentirà di vivere al meglio la nostra vita lavorativa..
Come ho cominciato? Mettendo me stesso al primo posto.
Un articolo interessante e di ispirazione. Come i precedenti.
Tu, Simone, dici che hai cominciato mettendo te stesso al centro di tutto, o usando le tue parole, "al primo posto".
Questo però presuppone due elementi:
1. essere una persona che "è in grado" di mettere se stessa al primo posto. Non tutti sanno farlo. Io no, ad esempio. Soprattutto quando sento, a ragione o a torto, che mettere me al primo posto potrebbe, come conseguenza, fare del male ad altre persone o venire meno ad alcune responsabilità.
2. sapere chi sei e cosa vuoi veramente. Non è banale. Spesso, quando lavoro con i clienti, noto che l'identificazione fra ciò che fanno e ciò che sono è talmente forte che stentano ad individuare il loro vero nucleo. Questo è vero a maggior ragione per le persone di successo. Certo, lavorando con il Mythoself, tu poi riesci a guidarli in un percorso di consapevolezza rispetto a questo, ma per molte persone questo livello di consapevolezza non è presente. Non sempre è facile rispondere alle domande: chi sono io davvero? A prescindere dal ruolo che ricopro, a prescindere dal lavoro che faccio, a prescindere da come mi vedono le persone attorno a me, a prescindere da ciò che so e che so so fare.
Intendo dire che per fare la scelta giusta serve arrivare prima ad un "chi sono" assoluto, slegato completamente da riferimenti esterni. Un esempio personale: se una persona tende - come me - a definire la sua identità in relazione all'esterno (ovvero in relazione a cose come: la sua storia passata, le abilità che ha acquisito nel tempo, il suo compagno, le persone di cui si circonda) rischia di continuare a ragionare seguendo lo stesso schema che l'ha portato al punto in cui è e quindi a non avvicinarsi all'identificazione di quell'io che tu, Simone, sostieni giustamente debba essere messo al centro di tutto il processo.
S.G.
Re: Fare la scelta giusta
@SG,
tu dici:
"Intendo dire che per fare la scelta giusta serve arrivare prima ad un "chi sono" assoluto, slegato completamente da riferimenti esterni."
Il problema degli "assoluti" e' che sono sostanzialmente irraggiungibili; per questo invece di fare LA scelta giusta bisognerebbe provare a fare una sequenza iterativa di piccole scelte, partendo dal migliore "chi sono" che possiamo ottenere, senza pretese di completezza.
Ogni scelta, se e' "giusta", fatalmente chiarisce, rafforza -- e cambia, perche' no -- il "chi sono", preparando la strada a scelte ancora migliori.
Questa, peraltro, e' la definizione stessa di scelta "giusta".
Una scelta non e' giusta perche' magicamente crea il futuro giusto -- nessuno puo' prevedere il futuro. Una scelta e' giusta perche' appare come giusta a chi siamo veramente (ad un livello quasi "fisico"), perche' il semplice fatto di agire di conseguenza ci fa sentire piu' "noi stessi", indipendentemente dall'esito nel mondo esterno.
Poi, uno puo' sempre guardarsi all'esterno, valutare gli esiti, e tenerne conto per i passi successivi.
Francesco Bellomi
sto male da una vita e non
sto male da una vita e non nè posso più....grazie, so che una via d'uscita c'è!
a presto, catya