Creatività e paura
Mi capita spesso nell'attività di coaching di lavorare con alcune persone da cui, per il lavoro che svolgono, ci si aspetta di essere 'creativi': musicisti, ballerini, qualche volta anche dei pittori. Sono tutte persone che ad un certo momento della loro carriera hanno avuto una certa dose di successo professionale. A volte hanno avuto MOLTO successo... magari in una serie di spettacoli, o per una innovazione tecnica che hanno introdotto nel loro settore, o per un talento naturale rivelatosi eccezionale sin da piccoli. Nel loro campo e nel loro ambiente, sono stati per un certo periodo, i migliori.
E TUTTE queste persone, prima o poi, mi parlano di come ad un certo punto da loro ci si aspetta una cosa cosa che loro ritengono impossibile: continuare ad avere SEMPRE lo stesso livello di successo.
Sono considerati individui geniali per la capacità di performance che hanno dimostrato avere ad un certo punto della loro carriera, e hanno paura di non riuscire a fare di meglio, a creare qualcosa che riscuota lo stesso grado di successo di quello che hanno fatto in precedenza.
Hanno paura di fare quello che sanno fare meglio.
E la cosa... da un certo punto di vista è divertente e la domanda che sto per farti potrebbe anche suonarti un pò strana:
PERCHE' essere spaventati da un lavoro che si è nati per fare?
Cosa c'è che spaventa nelle attività artistiche e creative che non si presenta negli altri lavori?
Personalmente non ho mai visto un ingegnere avere paura di non riuscire a lavorare ai livelli qualitativi a cui è abituato... o iniziare a bere o ad assumere stupefacenti per progettare un circuito elettronico innovativo. E non ho mai sentito parlare del 'blocco dell'ingegnere' :)
A volte mi sembra che sia più o meno comunemente accettata l'idea che creatività e sofferenza siano in qualche modo legate.
Sei d'accordo su questa cosa?
E come sarebbe invece sapere di avere il tuo più grande successo alle spalle e allo stesso tempo riuscire a mantenere una configurazione tale da permetterti di continuare a fare il lavoro che ami senza aspettative di avere altrettanto successo?
Come sarebbe partire OGNI VOLTA da una posizione in cui riesci a mantenere presente l'esperienza del successo che già hai e nello stesso momento a ricreare quella centratura, quella presenza e quella APERTURA che ti permette di essere al meglio e di ricreare le tue performance migliori esattamente quando vuoi?




Creatività e sofferenza??
Grazie a tutti per i vostri inteventi
Grazie a tutti per i vostri interventi
Per ora non commento... scriverò un post nei prossimi giorni per continuare su questo argomento, anche con alcuni spunti pratici.
Mi interessa molto lavorare sugli aspetti e sulle convinzioni legate alla creatività e volevo capire quali fossero le vostre.
creatività e pensiero
La paura di ripetersi
PERCHE' essere spaventati da un lavoro che si è nati per fare?
E' vero Simone, ma a volte ciò che un artista sa fare al meglio non sempre è desiderato dagli altri, non sempre il mercato lo richiede, per cui essendo particolarmente sensibile (altrimenti non saremmo musicisti, artisti, ecc), ci si scoraggia e si soffre, ecco perchè la creatività e la sofferenza vanno così a braccetto.....!
Ora finchè si è donna e sposata, (ed un marito che non ti obbliga a lavorare), puoi fare "l'artista", ma gli uomini artisti avranno un pò di difficoltà in più!
Finchè suoni, dipingi, scrivi per te stesso la gratificazione non manca, ma se di questo vuoi "campare".....un altro lavoro ti devi trovare!..... :-))
Grazie per aver ascoltato il mio commento.....
Dany
Creatività e Paura
Ciao Simone,un vecchio detto cinese dice: "Ogni notte quando ci addormentiamo,accanto a noi si sdraia una tigre;la sera non sappiamo mai se al risveglio, se essa ci avrà leccato o ci avrà sbranato".Ritengo che i cinesi abbiano usato un'immagine particolarmente suggestiva nell'indicarci l'azione dell'inconscio sull'ego, qualche volta positiva, qualche volta distruttiva. La creatività, produzione dell'inconscio, ovviamente non opera sempre, comunque e dovunque. Non possiamo pensare, altrimenti saremo degli illusi, che la tigre possa sempre leccarci .
Ci saranno delle pause, delle incertezze, delle paure che sospendono il prodursi della creatività, non si sa mai quando nè per quanto tempo.
Dipenderà dalla situazione che analiticamente sta vivendo il soggetto e quindi varierà da persona a persona secondo tempi e modalità diverse, in relazione all'evoluzione dei rispettivi, personali processi di individuazione (cfr.C.G.Jung).
Namastè. Zorba il Budda