Passaggio Generazionale
Il passaggio generazionale in azienda
Scritto da Simone Mer, 01/19/2011 - 14:08.Uno dei temi che di solito mi capita di trattare con alcuni clienti quando lavoro con loro nel coaching professionale è quello del cosiddetto 'passaggio generazionale' all'interno di una piccola o media impresa.
Lavoro, sempre più spesso con le singole persone o all'interno di aziende in cui è in atto un passaggio di consegne, spesso in maniera non esplicita ma sicuramente 'effettiva' e dettata più dalle esigenze e dalla situazione, tra il fondatore dell'azienda e persone della famiglia più giovani - spesso i suoi figli.
Ci sono tantissimi aspetti legati a questo tema... aspetti giuridici, economici, legati più strettamente all'evoluzione dei processi aziendali e non è di questi che voglio trattare, ovviamente. Ma percepisco comunque il tema come uno dei più importanti in una realtà che fonda praticamente l'economia del paese.
La 'storia' tipica che mi raccontano i clienti con cui lavoro è quella del fondatore che, trenta o quaranta anni fa, ha creato da zero la propria azienda con enormi sforzi ma soprattutto con enorme passione. Ha iniziato magari come libero professionista o come artigiano o come dipendente e, sulla base di una intuizione, di passione, e della propria determinazione e con tantissimi sacrifici è riuscito a trasformare quella attività in una azienda 'vera'.
Di solito il fondatore si riferisce a quei tempi in cui ha iniziato come a dei tempi 'eroici', dove era pienamente se stesso, soddisfatto nonostante l'incertezza economica, la fatica, i dubbi.
Quello che succede di solito se il 'fondatore' ha più di un figlio è che tipicamente uno naturalmente entra da subito nell'orbita di individuazione del genitore e diventa il 'predestinato' a seguire le sue orme, mentre l'altro o gli altri entrano in azienda leggermente più tardi magari dopo aver provato vari altri lavori senza troppa soddisfazione personale.
Il punto principale che noto in questo tipo di situazioni secondo me è quello che ritrovo in una frase di Joseph Campbell:
"Dove c'è un sentiero o un percorso già tracciato, quello è il sentiero di qualcun altro"
E' una esigenza irrinunciabile di ogni essere umano - e da questo ogni essere umano trae enome soddisfazione - avere una motivazione intrinseca, fare qualcosa che gli piace e vedere come lentamente si trasforma in una realtà piccola o grande che sia. E' una cosa che da piacere, che fa sentire vivo ed è una sensazione che il fondatore vorrebbe riprovare con la stessa intensità ogni giorno.
Ed allo stesso tempo ai figli, proprio per la struttura intrinseca della situazione, sono preclusi quei tempi 'eroici' della fondazione in cui, sfidando tutto e tutti, creano dal niente qualcosa. E precluso quel 'piacere' ed è per questo che lo cercano altrove volendo trovare la propria 'indipendenza' (una delle parole che ricorrono di più quando lavoro in queste situazioni).
Cosa vuol dire allora, che è impossibile realizzarsi per gli eredi rimanendo o entrando all'interno dell'azienda di famiglia? Non è detto. Questo è solo uno degli aspetti da cui partire, secondo me.
Ne riparleremo... ma intanto mi piacerebbe sapere cosa ne pensi aggiungendo un commento qui sotto.
Alla prossima!
Simone




