Cambiare Lavoro

Cambiare Lavoro

Quando hai il tuo stile di vita ideale, potresti anche deprimerti ;)

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Con l'inizio di quest'anno, dopo essermi preso qualche giorno di riposo, ho deciso di partire e di trascorrere con alcuni amici una settimana in un posto un pò più al sud di dove vivo ;)

Per continuare a lavorare e studiare... e fare semplicemente quello che faccio di solito e che amo fare... ma con un panorama che non fosse il solito a cui sono abituato. Mi piace farlo ogni tanto, mi piace decidere di passare un breve periodo in posti che non siano quelli dove vivo abitualmente, continuando il mio lavoro di ricerca, di formazione e di coaching. Nel tempo, ho scoperto che quando lo faccio, questo mi consente di avere sempre nuove idee: vedere cose diverse, parlare con persone diverse, mangiare cose diverse, ascoltare una lingua (o un dialetto :) ) diverso mi consente di pensare in modo diverso e di ESSERE almeno un pò diverso.

E poi, l'uomo è l'unico essere vivente che si rilassa passando da un tipo di fatica a un altra ;)

E mentre passavo alcuni giorni così mi è venuto spontaneo farmi alcune domande. Domande che di solito le persone non si fanno, perchè in quel momento non le percepiscono come domande di valore per loro.

Hai mai pensato a cosa succede nel momento in cui hai tutto quello che vuoi? Quando hai tutto il tempo che vuoi, quando, anche economicamente, hai tutto ciò che ti permette di vivere bene?
E' una domanda che è giusto farsi, secondo me. Perchè ti assicuro che è quello che può succedere ed è quello che succede a parecchie persone...
La maggior parte delle persone con cui lavoro all'interno delle sessioni di coaching professionale o nei corsi 'sogna' letteralmente il momento in cui avrà abbastanza tempo 'libero'. Quando avrà abbastanza tempo e possibilità economiche per lavorare in qualsiasi posto voglia, ed organizzando il tempo come meglio desidera.
E quello che fa quando fa questo è definire semplicemente sè stessa come 'prigioniera' per la parte del tempo in cui lavora, e 'libera' per un altro pò di tempo.
E quando finalmente raggiunge il tanto sospirato 'tempo libero' non sa come utilizzarlo.

Ti assicuro che è così. Fino a un attimo prima sogna di fare chissà cosa quando avrà tutto quel tempo libero, e poi a volte arriva quasi a deprimersi perchè non sa come utilizzarlo.

Il mio lavoro... tutto quello che faccio invece ha un obiettivo diverso.
Ed è quello di renderti disponibile immediatamente la tua vita ideale da una angolazione in cui non c'è più nessuna distinzione tra il tempo passato al lavoro ed il tempo libero. In cui, momento dopo momento prendi le decisioni di cui hai bisogno per avvicinarti più a 'chi sei'.

Joseph Campbell ha scritto che le persone dicono di cercare nella vita 'un significato'. E che non pensava che volessero dire realmente questo ma piuttosto di cercare un'"esperienza" nella vita.

Questa una posizione molto più difficile, per molti versi. Una posizione dove esistono sicuramente più dubbi, meno punti di riferimento.
Dove devi lasciar emergere chi sei. E poi fare quello che più ti piace.


E' proprio quello che faremo insieme qui in due giorni:

http://www.somaticamente.com/corsi/lavoroperfetto.html

 

Simone

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Il lavoro che fai l'ha deciso la tua famiglia?

Coaching Elefantino

Quando un elefantino nasce in un circo, viene legato ad un palo con una catena.
Man mano che l'elefantino cresce, lo spessore della catena viene ridotto fino al punto in cui, oramai diventato adulto, è tenuto 'legato' solamente da una corda molto sottile. L'elefante è tenuto legato al palo solamente perchè crede di essere legato.

E tu in cosa credi?

In questi primi giorni dell'anno sono stato a trovare alcuni parenti e carissimi amici in una bella città del sud Italia. Uno di loro, in particolare, è un artigiano bravissimo, un orologiaio conosciuto in tutta la regione per la sua abilità. E proviene da una famiglia di maestri orologiai in cui il padre, e prima di lui il nonno... ed i suoi avi fino dalla metà del 700 erano tutti maestri orologiai.
Questo mio amico, più o meno della mia stessa età, ha scelto, in maniera più o meno forzata, di seguire la 'carriera' dei suoi antenati mentre stava facendo il servizio militare e sognava di dedicarsi a tutt'altro.
Ad un certo punto le condizioni familiari (un parente che lavorava in azienda che è venuto a mancare all'improvviso) l'hanno 'costretto' a valutare la situazione da una prospettiva totalmente nuova, e nel giro di una settimana era già li in laboratorio a lavorare con i genitori.

In questi giorni sapendo del tipo di lavoro che faccio, mi ha detto che se potesse tornare indietro indietro farebbe tutt'altro nella vita... e che adesso sogna solo di andare in pensione... per uscire dal suo laboratorio, per interagire di più con le persone, per visitare posti diversi!!!

A volte avere un 'passato', delle tradizioni oppure il fatto di 'ricevere' una attività già funzionante è è un enorme vantaggio, se è quello che ti appassiona e che senti ti rappresenta.
Ma se non è la 'tua' cosa può essere un enorme limite per trovare la tua strada e per prendere le decisioni professionali giuste per te.

Quello che succede quando una persona, probabilmente giovane, si trova a dover scegliere tra seguire l'attività 'di famiglia' o dedicarsi a quello che più ama fare è che spesso subentra l'idea di 'sicurezza'. E' molto più difficile scegliere tra due alternative quando sai già che una delle due andrà bene (anche se non è proprio quello che vuoi fare) mentre l'altra ha un esito assolutamente incerto e sai già che ti ci vorranno magari degli anni per portarla al successo.

Ma la cosa più interessante per me è che una volta che le persone prendono una decisione del genere, la percepiscono per sempre come un decisione che non può essere cambiata, quando ovviamente non è così.

E funziona esattamente come per l'elefantino del circo, che una volta adulto è tenuto legato al palo solamente dalla sua convinzione di poter girare li intorno.

Se vuoi scoprire come rompere questa corda, ti aspetto al seminario 'Il Lavoro Perfetto' il 15 e 16 gennaio a Roma. Questi sono gli ultimi giorni per iscriversi.

http://www.somaticamente.com/corsi/lavoroperfetto.html

 

Simone

 

Come cambiare lavoro (a Natale :) )

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"Come cambiare lavoro?"

Durante questi anni in cui ho tenuto diverse edizioni del seminario 'Il Lavoro Perfetto' e dopo aver scritto sul tema 'come cambiare lavoro' in qualità coach che si occupa di lavorare con le persone proprio per facilitare questo tipo di transizione, ho ricevuto tantissime domande. E alcune di queste sono domande che ritornano molto spesso.

'Come cambiare lavoro' è uno degli argomenti che sono più presenti in quello che faccio come coach. Ed è uno degli argomenti più presenti semplicemente perchè essere in un mondo che cambia velocemente richiede persone che sappiano adattare le loro abilità ad un mondo (quello del lavoro e del business) che cambia continuamente.

Probabilmente mi avrai sentito parlare qualche volta di trasformare la propria passione in lavoro. Si, aiuto le persone a fare questo.

Ed una delle cose che succedono più frequentemente è che mi capita di lavorare con persone che vogliono lasciare un lavoro che non amano e che però gli da da vivere (a volte molto bene, a volte meno) e che considerano solo come un 'business' (siano dipendenti, professionisti o imprenditori) per iniziare a fare quello che davvero amano, che considerano esclusivamente come una passione ed a cui non vogliono 'attaccare' un significato economico.

Trasformare la loro passione nel loro lavoro.
Continuare a sentirsi completamente assorbiti in quello che amano fare e NELLO STESSO TEMPO considerarlo anche qualcosa che gli permetta di vivere bene dal punto di vista economico, ed iniziarlo a gestire come tale.

Questa è la transizione più importante per me: continuare a giocare come gioca un bambino gioca a Natale con i giocattoli nuovi :) pienamente consapevole del significato economico di quello che si fa.

E' proprio quello che insegno al workshop 'Il Lavoro Perfetto'.

Buon Natale ;)

Ispirarsi e motivarsi

Potrebbe sembrare una distinzione sottile ma dal mio punto di vista essere ispirati ed essere motivati a fare qualcosa sono due cose completamente diverse. Molte persone le utilizzano indifferentemente ma se ci pensi bene... quando provi a motivarti, la maggior parte delle volte stai cercando di fare qualcosa che non ti va di fare.

La motivazione è spingersi a superare la soglia di resistenza. E' sentire che c'è un attrito che ti impedisce di andare in una direzione, e spingere più forte per andarci.

E' diventare 'più forte' per resistere e sopportare il disagio. E' 'camminare sui carboni ardenti' o cose del genere... ;)

L'ispirazione è una altra cosa: quando sei ispirato sei naturalmente già nella condizione di fare quello che ti riesce meglio. Quando sei così puoi passare il tempo a fare cose totalmente inutili (per gli altri) o scrivere un libro in due settimane. E in ciascuno dei due casi, per te non è importante il risultato ma il piacere che provi nel farlo.

La gente si motiva a fare cose che NON vuole fare e che dovrebbe fare (senza chiedersi PERCHE') e spesso conduce le persone in una direzione che non vuole o che non è così poi importante. Qualcosa che li interessa per quello che potrebbero trarne, non perchè bruciano di passione e di desiderio che proviene da dentro.

La motivazione riguarda cose che pensi dovresti fare (o che gli altri si aspettano tu faccia).
L'ispirazione riguarda qualcosa che sei CHIAMATO a fare quando sei perfettamente allineato con il tuo potenziale.

Come fai a sapere quando sei ispirato? E' facile...

la vita sembra 'più semplice'
devi quasi trattenerti dal cominciare a fare subito quello che vuoi
c'è qualcosa che occupa la tua mente (ed il tuo corpo) in ogni momento (non solo dal lunedi al venerdi)
e ti senti 'chiamato' a farlo. E questa sensazione proviene dal tuo interno...

Cosa è che devi 'motivarti' a fare?
Cosa è che ti ispira?


Il 15 e 16 gennaio 2011 tengo una nuova edizione del workshop 'Il Lavoro Perfetto' a Roma

 

 

Niente è invisibile come l'ovvio (o come dare una direzione nuova alla propria carriera)

Le scoperte più importanti, le decisioni migliori vengono spesso dal guardare con uno sguardo nuovo a quello che le persone considerano 'normale' o non riescono a vedere bene perchè è troppo ovvio.

James Watt ha dato inizio alla rivoluzione industriale partendo dalla semplice osservazione che il vapore esercitava una certa forza uscendo dal bollitore dell'acqua. Questa semplice osservazione l'ha portato a 'inventare' il motore a vapore. Ma la cosa interessante è che per milioni di altre persone che ogni giorno avevano osservato lo stesso fenomeno, quella stessa sorgente energetica era invisibile.

Anche prima di Fleming i ricercatori avevano osservato che la pennicillina poteva inibire la crescita di batteri su una coltura in vetro, ma solo lui si accorse che aveva lo stesso effetto nel corpo di una persona. Gli antibiotici sono nati così.

Per trovare applicazione più vicina di questo principio 'niente è invisibile come l'ovvio' mi viene da parlare oggi di alcuni particolari aspetti di un settore in cui questo è ancora più vero. Ed il settore a cui mi riferisco è quello lavorativo.

Prendo spunto da una domanda di una partecipante a Soluzioni Non Convenzionali, Irene, che si sta affacciando sul mondo del lavoro per 'trovare' un impiego e questa settimana ha chiesto qualche consiglio su come affrontare 'al meglio' un colloquio.

La mia osservazione nasce dal fatto che Irene scrive di voler 'trovare' un nuovo lavoro. E so che è la cosa più comune esprimersi così, in termini di 'trovare'. Ma dal mio punto di vista, soprattutto in una età abbastanza giovane, ha molto più senso guardare la cosa da una angolazione totalmente diversa da quella di 'trovare' un lavoro ed iniziare a porsi invece nei termini di 'scegliersi' il proprio lavoro.

Il paradosso per cui appena usciti dall'università c'è l'esigenza di essere autonomi porta spesso alle persone a prendere il primo lavoro che capita, quando invece ha senso investire nell'acquisire delle competenze e sviluppare delle relazioni in linea con il lavoro che si vuole fare.

Si percepisce una urgenza di iniziare a 'fare qualcosa', 'il primo lavoro che capita', 'poi si fa sempre in tempo a cambiare'... mentre questo invece è il momento strutturalmente più importante per costruire la propria carriera. E questo vale un pò a tutte le età.

E vale per tutti. Anche in questo periodo, osservando il percorso di persone che conosco e che si sono appena laureate... vedo che cercano un lavoro, magari trovano un buon lavoro e però quello che accade spesso è che la prima tendenza che hanno è quella di 'prendere quello che c'è'.  E in questo 'prendere quello che c'è' succede che da quel momento in poi molte scelte vengono fatte automaticamente dall'esterno, magari semplicemente perchè all'interno dell'azienda dove vengono assunti serve una persona che occupi una mansione,  e gli viene affidata proprio quella mansione... e c'è il rischio che stiano li per i successivi 30 anni. E questo può essere positivo, se è esattamente quello che vogliono, ma deve essere fatto consapevolmente.

Il punto davvero importante per me (ed è 'l'ovvio invisibile' a cui mi riferisco nel titolo dell'articolo) è questo: se non decidi tu il mondo lo fa per te. Molte delle 'finestre' che si aprono o chiudono nella tua 'carriera' o nel tuo lavoro, se non sei tu a scegliere vengono comunque aperte o chiuse. Ma se non lo fai tu sarà l'ambiente che sta intorno a te a farlo. E a direzionare non sono la tua 'carriera' ma anche la tua vita.

Ed è straordinario osservare dall'esterno questo fenomeno quando avviene negli altri: le esigenze esterne alle persone spesso pilotano la loro vita per 20 o 30 anni, senza che pensano di poter cambiare e senza rendersene neanche conto.

La domanda che voglio farti oggi è:

Quali scelte prese da altri sulla TUA vita professionale subisci oggi?
Immagina come sarebbe più efficace invece di 'subire' le scelte dell'ambiente lavorativo, momento per momento farsi la domanda 'cosa voglio fare?'
'La scelta automatica che il mondo mi sta mettendo davanti è quello che voglio fare oppure ho un 'bivio segreto' che mi permette di scegliere delle alternative?'


Questo mese in Soluzioni Non Convenzionali ho intervistato un amico, collega, imprenditore che spesso si trova a dover 'assumere' delle persone... che oltre a questo è anche un esperto conoscitore del mondo lavorativo e professionale.
E insieme a lui abbiamo esplorato un alcune dinamiche, anche abbastanza sottili, che avvengono  nell'evoluzione professionale di una persona.
E' un teleconferenza che dura più di un'ora densa di suggerimenti pratici per chi si inizia a muoversi nel mondo del lavoro (magari perchè si sta laureando o si è appena laureato) ma soprattutto  per persone più 'navigate' che vogliono cambiare direzione alla propria carriera e attività lavorativa

E questo è il TERZO audio del mese di Soluzioni Non Convenzionali.

I prossimi appuntamenti dal vivo:

Introduzione al ReSonance,  Roma 16 Dicembre

Mind Reading, Milano 29 e 30 Gennaio




 

Quale è il tuo gruppo di pari?

Premi il tasto play per guardare il video

Chi si ricorda del tuo lavoro?

Ciao

oggi ho un brevissimo video per te. E' registrato davvero 'al volo' e con mezzi di fortuna quindi non aspettarti produzioni hollywoodiane ;)

Buona visione!

Simone

 

Il Lavoro Perfetto: 18 e 19 Settembre a Roma

Cosa succede quando chi sei e quello che fai sono perfettamente allineati?

Il Lavoro Perfetto è il seminario creato in maniera specifica per renderti disponibile un modo di essere ed una trasformazione profonda della qualità della tua vita professionale.

E questa trasformazione è effetto diretto di un unico e specifico tipo di libertà e di potere personale a cui accederai nei due giorni di corso.

Ti aspetto! Iscriviti all'edizione del 18 e 19 Settembre a Roma

 

Corso Il Lavoro Perfetto Nuova edizione!

Ecco il mio invito personale al corso 'Il Lavoro Perfetto'. Premi sul tasto play qui sotto e... buon ascolto!

 


E puoi iscriverti al corso qui

Se non riesci ad ascoltare l'audio da questa pagine scarica l'audio qui facendo tasto destro + salva

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