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L'abbondanza delle idee
Inserito da Simone il Gio, 01/07/2010 - 23:54Se ho 100 euro e te ne do 10, me ne rimangono 90.
Giusto? :)
In questa ipotetica interazione, quello che ho DOPO, sono 10 euro in meno di quello che avevo PRIMA dell'interazione.
Ok, banale :)
Ora supponi che invece di darti 10 euro, ti dia una delle mie idee più... preziose. Un'idea che sappia ispirarti. Un'idea così grande che potrebbe accenderti ed entusiasmarti all'istante.. Una di quella idee che se la racconti ad un amico è in grado di entusiasmarlo nello stesso modo in cui ha entusiasmato te.
E la domanda è questa: QUESTA interazione, ha cambiato i miei averi come la precedente? Se ti do un'idea, divento più povero?
Risposta: NO. Anzi, succede assolutamente l'opposto. L'idea che ho condiviso è diventata ancora più grande in me grazie al tuo entusiasmo, e dall'entusiasmo delle persone con cui TU l'hai condivisa.
E non succede solo questo: il tuo feedback mi permette e mi aiuta ad arricchire la mia idea e a saperla condividere ancora meglio. E se continuo a farlo con costanza, inizierò ad avere molte più idee, e saprò utilizzarle meglio... e queste raggiungeranno la mente ed il cuore delle persone in un modo che non avrei neanche immaginato prima.
E... quale'è il senso della storia?
Le cose materiali come il denaro, i diamanti ed il petrolio :) sono scarsi.Il loro valore E' ORIGINATO dalla loro scarsità.
E questo è il modo in cui il mondo 'materiale' e sociale ha funzionato per millenni.
I beni 'mentali' come le idee e la loro capacità di ispirare le persone sono - per loro natura intrinseca - abbondanti.
E il loro valore nasce dal fatto che possono essere condivisi e accresciuti dalle menti - e nelle menti - delle altre persone. E questo è il modo in cui il mondo MENTALE funziona.
Due mondo diversi, due modi diversi di funzionare. Completamente diversi.
Il segreto per chi aspiri ad essere un moderno 'capitalista delle idee' è di collegare questi due... reami - quello mentale e quello delle cose fisiche.
Per prima cosa entrando in contatto con l'abbondanza illimitata del reame delle idee - e poi 'attaccandoci' questo entusiasmo per ispirare il mondo delle 'cose'.
Gli anni del mondo a somma zero sono contati. E Internet ha contribuito a portare un modo di operare e di pensare completamente nuovo che ha cambiato alla base il modo di capire il mondo, e di sfruttare e gestire e organizzare l'abbondanza del nostro mondo interiore - e di tradurre questa abbondanza in risultati tangibili.
Ma questo richiede creatività, generosità e fiducia.
La fonte di quasi tutta la ricchezza materiale che c'è oggi nel mondo nasce dalla mente delle persone. Tutto nasce da una idea. E le idee diventano più forti e più grandi se le cedi agli altri.
E... aspetto i tuoi commenti qui sotto.
Alla prossima

Simone Pacchiele
Graves level 1
Inserito da Simone il Dom, 12/27/2009 - 23:05Graves level 1: i cacciatori si dedicano alla salute e al benessere del corpo.
Al primo livello del modello di Graves gli uomini concepiscono la vita in quanto cacciatori e raccogliendo dalle piante e dal terreno quello che cresce spontaneamente. Le condizioni di vita a questo livello richiedono di portare l'attenzione semplicemente sul soddisfacimento dei bisogni elementari e naturali. Mangiare, bere, dormire e sopravvivere in buone condizioni di salute sono al centro della percezione e del modello che si utilizza per spiegare e raccontare il mondo ed il proprio comportamento. Fino a che ci sono abbastanza cibo e risorse per tutti e la natura offre condizioni soddisfacenti per la vita, gli uomini vivono in pace, cacciando e raccogliendo quello che la natura offre.
Non appena le condizioni cambiano... a appaiono le tempeste, la siccità, le eruzioni vulcaniche, le malattie e tutti gli altri fenomeni naturali che mettono in pericolo la vita degli esseri umani, compare il bisogno di iniziare ad esercitare un'influenza sull'ambiente circostante. E questo appare possibile solo agendo in unione con gli altri.
Per avere un'idea del tipo di struttura di pensiero e di comportamento che rappresenta questo I livello del modello di Graves puoi leggere la saga dei 'Figli della terra' di Jean Auel
Il modello di Graves. Un'introduzione.
Inserito da Simone il Dom, 12/27/2009 - 21:19Il modello di Graves è uno strumento di analisi e di intervento applicabile allo sviluppo del potenziale negli individui, nei gruppi, nelle società e organizzazioni, e nelle nazioni.
Utilizzato all'interno di organizzazioni sociali, il modello di Graves costituisce un insieme di strumenti utili a comprendere le dinamiche che vengono a crearsi nelle relazioni tra esseri umani - nel lavoro e nel business, nella vita personale, nell'apprendimento all'interno di gruppi, geopolitiche.
Quello che assolutamente il modello di Graves NON è ... è l'ennesimo sistema di catalogazione delle persone in 'tipi' predefiniti oppure il classico modello genere 'io sono ok, tu sei ok' ;)
E' invece il risultato di decenni di ricerca e di applicazione sul campo e con l'integrazione delle più recenti ricerche nel campo della teoria delle organizzazioni e della neurobiologia il modello di Graves rende accessibile una serie di strumenti utilizzabili per gestire in maniera armonica sistemi/organizzazioni/persone che presentano differenze tra loro.
Una delle cose che il modello di Graves riesce a fare meglio è spiegare i cambiamenti di valori, di interpretazione e di comportamento nell'evoluzione culturale del genere umano. Questi cambiamenti, iniziati migliaia di anni fa, hanno preso ad evolversi molto più velocemente negli ultimi 100 anni, e questo modello aiuta a comprendere 'da dentro' la struttura del cambiamento, e aiuta a cogliere le opportunità di facilitare cambiamenti all'interno di gruppi in modo che avvengano in maniera armonica, e allo stesso tempo è di aiuto a prevedere il futuro delle organizzazioni e il loro sviluppo sociale, sostenendolo, e permettendo di direzionarlo, se necessario.
Ed è affascinante notare come gli stessi processi di trasformazione possano riscontrarsi nello stesso modo al micro-livello della socialità dell'individuo all'interno del suo ambiente... come al macro-livello dell'evoluzione e del progresso di una nazione.
Il nucleo centrale del modello di Graves sostiene che sistemi specifici di valori si sono sviluppati come conseguenza di certe condizioni in cui gli uomini vivevano, condizioni che controllano la comprensione umana e il comportamento come filtri percettivi e modelli per 'spiegare' il mondo.
Man mano che le le condizioni di vita dell'uomo evolvono, cambia anche la comprensione ed il comportamento tra essere umani. E' come se per ogni livello del modello di Graves si attivasse un nuovo spettro, più ampio, dell'infinito potenziale umano in termini di comportamenti e comprensione della realtà, e questo spettro ampliato diventa accessibile al genere umano e aumenti le possibilità di pensiero, di comprensione e di azione nei confronti dell'intera umanità. Il modello di Graves ha a che fare con lo sviluppo del potenziale dell'intero genere umano a tutti i livelli.
In sostanza il modello di Graves ci aiuta a comprendere l'umanità come un percorso di sviluppo da uno stato di equilibrio all'altro... e questo può essere visto come come una serie di livelli, ciascuno dei quali aggiunge nuovi elementi a quelli che lo precedono. E allo stesso tempo ogni livello ha lo scopo di preparare il successivo... che potrebbe arrivare poco dopo ma potrebbe anche non arrivare.
Ogni livello dell'esistenza umana offre un punto di vista specifico sul mondo reale, per come è definito dall'insieme dei filtri percettivi che gli appartengono. Queste diverse 'visioni' della realtà conducono a diversi approcci decisionali, principi per organizzare e gestire una società, diversi modelli economici e di governance, e idee su cosa voglia dire vivere una vita piena di senso.
Interessante ma... a cosa serve? ;)
A tante cose... :) ma una delle applicazioni più interessanti di questo modello consiste nel facilitare la comunicazione tra persone con differenti valori e visioni del mondo. Gli appartenenti a ciascuno degli 8 livelli del modello di Graves comunicano in modo diverso, sentono le cose e imparano in modo diverso. Questo approccio rende possibile alle persone comprendere queste differenze - comprese le motivazioni, gli stili in cui processano le informazioni, apprendono e gestiscono le risorse a disposizione... e la conoscenza che ne consegue permette un tipo di comunicazione dove ciascuna delle parti comprende realmente il messaggio dell'altra, sia esso espresso che inespresso.
E... ne parleremo MOLTO più a lungo nei prossimi post... :)
Alla prossima

Simone Pacchiele
Philippe Petit
Inserito da Simone il Mer, 12/09/2009 - 11:26
Philippe Petit è un autodidatta del funambolismo.
A sei anni annuncia al mondo :) di voler diventare regista teatrale ed impara da solo l'arte dei giochi di prestigio.
Studia per dieci anni pittura, scultura, scherma, stampa, falegnameria, teatro, equitazione.
A diciassette si destreggia abbastanza bene da divenire presto giocoliere e funambolo autodidatta, ed è già abbastanza abile da fuggire dalla polizia col suo monociclo :)))
A diciotto anni è già espulso da cinque scuole per aver borseggiato gli insegnanti e manipolato carte da gioco, si rifiuta di dare esami per dimostrare qualcosa e va via di casa diventando artista di strada.
Il 7 agosto 1974 compie la sua impresa più famosa: la traversata delle Twin Towers.
Qui ci sono un video e delle foto di quell'impresa.
La cosa interessante è che Petit decide di camminare sul filo tra una torre e l'altra quando le torri non esistono ancora.
Esiste il progetto e dei disegni delle torri. Solo quello.
A 17 anni legge su una rivista del progetto delle twin towers a New York e decide che quella 'cammnata' sarà la sua opera d'arte
... la sua performance perfetta...
E tutto quello che fa da quel momento in poi dai 17 anni ai 25 quando compie effettivamente l'impresa
è volto a quella cosa lì.
Si 'allena' su altri monumenti più accessibili... La chiesa di Notre Dame, poi in Australia.
Nelle campagne francesi vicino a dove vive crea la 'Twin Tower Association' :)... un campo dove stende una corda della esatta lunghezza che separa le due torri
e su cui si allena tutti i giorni.
E siccome scopre che la struttura delle torri ha una certa elasticità
e tira parecchio vento li sopra :)
chiede gli amici di 'disturbarlo' appendendosi e tirando il filo su cui cammina mentre si allena.
E poi... va lì... e cammina sul un filo a 450 metri di altezza senza nessuna rete di protezione.
E qui viene la parte più interessante per me.
Dopo la camminata viene arrestato e portato dagli psicologi... che vogliono capire se è un pazzo :)
In tantissimi gli chiedono 'perchè l'hai fatto?'
E la risposta di Petit Philippe è "Perchè? Non c'è un perchè".
Quando farai una cosa che gli altri ritengono folle
senza saper dire perchè
qualsiasi cosa sarà, quello sarà il tuo lavoro perfetto :))
E... aspetto i tuoi commenti qui sotto.
Alla prossima

Simone Pacchiele
L'adrenalina vende ma non si spende
Inserito da Simone il Lun, 11/23/2009 - 15:44Oggi stavo parlando con un partecipante all'ultima edizione di uno dei seminari che tengo
(Il Lavoro Perfetto)
e nella chiacchierata mi parlava di diversi corsi che ha frequentato in passato e degli stili di insegnamento che ha visto utilizzare nel settore dello sviluppo personale.
Probabilmente se ti sei avvicinato a questo mondo e hai frequentato già qualche corso
ti sarai reso conto che spesso succedono delle cose:
- a volte c'è della musica ad alto volume :)
- si canta e si balla... ci si muove parecchio :))
- a volte si cammina sui carboni ardenti :)))
Al di là delle .. esagerazioni presenti a volte nei singoli casi, molto spesso tutto un corso di 'sviluppo personale' è volto a alzare il livello di energia dei partecipanti.
Ed in certi momenti, e con un certo tipo di partecipanti... questa a volte è la cosa migliore da fare...
Il punto è che molto spesso quello che succede è che da quel tipo di corsi si esce si con un livello di energia più alto
ma che non si sa come usare.
Si esce da li belli carichi, dopo due o tre giorni di canti danze e musica
ed il mondo fuori è rimasto quello di prima.
E tutto quello che sembrava facile lì dentro
torna ad essere difficile ed il livello di energia torna ad abbassarsi.
E quello che succede è che per riprovare quel livello di adrenalina e di energia
le persone si iscrivano ad un altro corso
dove succede la stessa cosa. Di nuovo. E di nuovo.
E iniziano ad oscillare tra la realtà dei corsi con un certo livello di energia
e la vita reale con un ALTRO livello di energia
E continueranno a fare corsi per tutta la vita :)
E ad un certo punto il mio cliente dice con una frase:
E' proprio vero... l'adrenalina vende ma non si spende :)
Che dal mio punto di vista è una frase geniale :) E sintetizza esattamente quello che succede.
L'energia con cui si esce da quel tipo di lavoro è reale... ed allo stesso tempo è difficile utilizzarla 'dopo'.
Forse sai di cosa parlo.
Quello che mi piace fare nel mio lavoro... è rendere disponibile uno 'stato' ed un livello di energia
che non sia percepito come qualcosa di 'altro'... come qualcosa di straordinario, ma come qualcosa di 'normale', che può iniziare ad essere, da quel momento in poi, una condizione... di base.
E che inizi a generare nuovi comportamenti e nuovi modi di scegliere e prendere decisioni.
Quello che desidero sia 'straordinario' non è il corso in sè... le luci o la musica.
ma l'esperienza dei partecipanti, e delle persone con cui interagiscono, DOPO il corso.
E non solo appena usciti da lì. Intendo nei giorni successivi e nelle settimane... nei mesi successivi.
E... trovi le date del prossimo seminario a questo indirizzo :)
http://www.somaticamente.com/corsi/lavoroperfetto.html
Gli assunti della PNL: l'azione
Inserito da Simone il Mar, 11/17/2009 - 15:23Uno degli assunti base della PNL
ed una delle frasi che avrai sentito ripetere spesso se ti sei avvicinato a questa metodologia è
finchè continui a fare le stesse cose otterrai gli stessi risultati
Più o meno declinata, o con parole simili... la frase è questa.
E, anche se oggi mi sembra quasi banale solo a leggerla.. la prima volta che l'ho ascoltata
effettivamente ho trovato l'idea che contiene molto forte.
Per ottenere qualcosa che ancora non è presente nella tua vita, probabilmente, devi fare qualcosa di diverso da quello che hai fatto fino ad ora.
Altrimenti, probabilmente... :) sarebbe già qui.
Qualcosa di diverso. Anche in un piccolo particolare.
Anzi a volte è proprio quando cambi un piccolo particolare in quello che fai che il risultato è enormemente diverso.
Ma il motivo per cui mi piace tanto questa frase... è che contiene un altro concetto.
Ancora più potente, se possibile.
E lo contiene in maniera un pò più nascosta... sottinteso, diciamo.
Ed è l'idea che per continuare ad ottenere risultati, qualsiasi essi siano, devi continuare a fare qualcosa.
Continuare a fare qualcosa.
Ancora più banale. no?
Giusto.
Eppure.. succede spesso che le persone fanno qualcosa... non funziona oppure funziona in maniera diversa da come si aspettavano e SMETTONO completamente di agire.
O iniziano una attività e si aspettano risultati dopo pochi giorni (o minuti, o settimane...a seconda dell'attività)
O iniziano una dieta e se dopo una settimana non hanno raggiunto il risultato che volevano smettono di farla.
Ti è mai successo?
Fare qualcosa di diverso, per portare nella tua vita qualcosa che ancora non c'è.
Ma ancora più importante... continuare a fare qualcosa.
E... aspetto i tuoi commenti qui sotto.
Alla prossima

Simone Pacchiele
Laureati e disoccupati
Inserito da Simone il Gio, 10/29/2009 - 01:29Plurilaureati e disoccupati
Oggi voglio scrivere di un argomento 'caldo': i giovani ed il lavoro... e l'occasione per farlo ce l'ho da un articolo letto stamattina su Repubblica. Oggetto: la crisi ed i giovani.
Non molto incoraggiante, a dire il vero, soprattutto nella parte in cui il sito viene aperto ai lettori che possono dire quello che pensano, insieme ad alcuni loro dati come titoli di studio, retribuzione.
C'è un intervento che mi ha colpito... Ed è di una ragazza che si stupisce perchè ha tre lauree e parla 4 lingue ed è disoccupata, e se la prende con chi non la assume, con le società che le offrono posti di scarso rilievo all'interno dei propri organici.
Ed il fatto per cui ci stupiamo di una situazione del genere in cui una persona ha titoli di studio 'qualficanti'... e addirittura ... multipli.. dipende dal fatto che siamo sempre stati abituati a pensare all'equazione titoli di studio UGUALE lavoro assicurato. Ed in molto casi è DAVVERO così.
Ma ora voglio farti una domanda provocatoria: perchè qualcuno dovrebbe interessarsi che questa persona ha tree lauree e parla 4 lingue?
E faccio questa domanda per un motivo... e questo motivo è che, per un attimo solo, voglio interpretare ogni cosa tra quelle a partire da uno specifico filtro.. e per un attimo voglio tralasciare tutte le lauree che puoi avere... e tutte le lingue che parli... e questo filtro è quello del valore che apporti alla vita degli altri.
Quindi: che valore apporti alla vita degli altri?
In che modo abbellisci o rendi più ricca l'esperienza delle persone intorno a te? Della tua città? Del tuo quartiere? Anche solo del tuo palazzo? Delle persone intorno a te?
In che modo la tua laurea, le tue lingue, le tue abilità si trasformano e si modellano intorno ai bisogni delle persone per rendere le loro più vite più ricche, emozionanti, belle?
Quando ti abituerai ad interpretare tutto quello che fai dal punto di vista del valore che apporti alla vita delle persone intorno a te, inizierai a renderti conto anche che questo, in fondo, è l'unico filtro che conta.
Si, l'unico.
E non sto dicendo che devi iniziare a valutare tutto dal punto di vista economico.
Che devi considerare le persone come qualcosa a cui dare per ottenere in cambio dei soldi.
Ma iniziare a considerare che le lauree e le lingua parlate da sole non apportano valore a nessuno.
Cosa ci fai con quelle lauree?
Cosa dici con quelle quelle quattro lingue parlate?
Che relazioni crei?
Che esperienze rendi accessibili a chi ti è intorno partendo dalle conoscenze che hai acquisito studiando?
E.. aspetto i tuoi commenti qui sotto.
Alla prossima

Simone Pacchiele
Il lavoro perfetto - edizione del seminario di Milano
Inserito da Simone il Mar, 10/20/2009 - 09:30Un'altra immagine presa dal seminario 'Il lavoro perfetto' questa volta nell'edizione di Milano...
(ho scattato io la foto mentre i partecipanti facevano un esercizio :) )

Downshifting e lavoro perfetto
Inserito da Simone il Mar, 10/20/2009 - 09:21L'altro giorno per radio ho sentito parlare (per l'ennesima volta, sembra andare di moda in questo periodo) del downshifting...cioè della la scelta da parte di diverse figure di lavoratori - particolarmente professionisti - di giungere ad una libera, volontaria e consapevole autoriduzione del salario bilanciata da un minore impegno in termini di ore dedicate alle attività professionali, in maniera tale da godere di maggiore tempo libero...
Lavorare meno, spendere meno, consumare meno... per avere più tempo per se stessi e per le proprie passioni.
In pratica: una persona guadagna un sacco di soldi lavorando diciotto ore al giorno e ad un tratto si rende conto che tutto quel lavoro non ha molto senso e si ritira in campagna rinunciando a buona parte del reddito precedente... però adesso ha più tempo per coltivare le zucchine o per costruire aquiloni :)
Sorrido un pò a pensare al concetto stesso di downshifting, perchè mantiene in sè una evidente dualità... una contrapposizione molto definita.
Il presupposto stesso del concetto di downshifting infatti è che debba esistere necessariamente una scissione tra lavoro e passioni.
Il lavoro è quella parte della nostra attività che ci fa guadagnare e 'portare i soldi a casa, le passioni invece sono qualcosa di diverso.. che ci fanno spendere soldi, o che perlomeno non ce li fanno guadagnare :)
E nell'idea di downshifting c'è proprio la presupposizione che ci sia una relazione molto stretta tra 'tempo libero' (libero da cosa, se non dal lavoro?) e lavoro inteso come guadagno economico.
E' come se ti dicessero:
"Se vuoi più tempo libero devi rinunciare necessariamente al guadagno economico".
Bene... sappi che questa cosa NON E' VERA! :)
E questo è proprio il tipo di relazione che le persone che entrano in contatto con il mio lavoro... nel coaching personale e nei corsi che tengo... hanno imparato ad eliminare... attraverso l'ESPERIENZA.
E... trovi una descrizione un pò più accurata di come questo accade qui sotto:
http://www.somaticamente.com/corsi/lavoroperfetto.html
E...aspetto i tuoi commenti qui sotto.
Alla prossima

Simone Pacchiele
Testimonianze dal seminario Il lavoro perfetto
Inserito da Simone il Dom, 10/04/2009 - 21:30
E' terminata da poche ore la prima edizione del seminario 'Il lavoro perfetto' di Roma. Sono stanco e contento: il seminario è andato davvero bene...
Una cosa di cui mi stupisco sempre è la qualità e la preparazione dei partecipanti ai corsi che tengo. E questa è stata l'ennesima conferma... :)
Sto ancora 'sistemando' le testimonianze dei partecipanti per pubblicarle sul sito ... ma volevo metterne subito una, di una partecipante, Giovanna, che mi è piaciuta molto.
Eccola:
"Da questo corso porto a casa una lampada con la quale illuminare una serie di stanze buie che avevo chiuso a chiave e che posso iniziare ad aprire di nuovo. Del coraggio... una nuova e diversa consapevolezza. DI solito quando si va ai corsi c'è l'aspettativa di trovare risposte. Qui non ho trovato nessuno che mi indicasse risposte. Ho trovato delle idee che mi permettessero di vedere più strade e più percorsi.. e quando vedi più strade sei più libero perchè hai più possibilità di scegliere.
Una altra cosa che ho trovato di bello è la consapevolezza che la somma della parti è maggiore dell'insieme... e il valore aggiunto che ho trovato nel seminario è il supporto e l'aiuto che ho avuto in ogni momento del corso dal gruppo che si è creato... incredibilmente... in soli due giorni."
E... sabato e domenica prossimi c'è l'edizione di Milano (con ancora qualche posto disponibile).
Puoi iscriverti adesso con il link qui sotto.
http://www.somaticamente.com/corsi/lavoroperfetto.html
A presto
Simone


